Il Tirreno

Pontedera

S.Chiara, la Cisl chiede lumi sul futuro: serve un piano industriale di rilancio serio

Azienda in affanno, istituzioni immobili

Gianluca Federici
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Gianluca Federici

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 VOLTERRA. Quale futuro per il Santa Chiara, l'azienda pubblica di servizi alla persona, con sede a Volterra? Se lo chiedono la Cisl provinciale e i sindacalisti di funzione pubblica e pensionati.  «Il bilancio dell'azienda è in affanno. E ancora non sappiamo come i vertici aziendali, la Società della salute ed il comune intendano porvi rimedio».  Il sindacato si dice preoccupato per le sorti dei 50 dipendenti che lavorano al «Santa Chiara» e di quanti, invece, prestano servizi a questa azienda. Ma anche per gli utenti della stessa struttura.  «Perché far pagare a lavoratori ed ospiti il prezzo di errori fatti da altri?», si chiedono. E ancora: «I problemi di bilancio sono emersi negli ultimi mesi. Ma a questi ne devono essere sommati altri, in primis nel rapporto tra personale ed azienda, spesso innescati dalla stessa amministrazione dell'Asp. E solo il senso di responsabilità, l'impegno e la professionalità di tutti i dipendenti che operano all'interno di quella struttura, hanno garantito fino ad oggi continuità nell'assistenza, senza far ricadere sugli ospiti le difficoltà presenti in azienda».  Un appello alle istituzioni: «È questo il momento in cui tutte le istituzioni, il Comune in concerto con l'azienda e la Società della salute - commenta Gianluca Federici, segretario generale della Cisl provinciale - devono prendere seriamente in carico la situazione».  «Nei tavoli di trattativa sindacale - prosegue Lorella Marini, segretaria territoriale di Cisl funzione pubblica - chiediamo al consiglio di amministrazione di presentarci un serio piano industriale per il risanamento dell'azienda, un piano, che a nostro avviso, dovrebbe passare anche dallo sviluppo di nuovi servizi. E l'avvio di una piattaforma su distribuzione dei servizi, organizzazione del lavoro, percorsi di valorizzazione contrattuali e formazione del personale». E chiudono: «L'Alta Val di Cecina ha bisogno dell'Asp Santa Chiara. Accantoniamo la polemica politica per il bene comune» afferma Dino Tamburini, responsabile del settore sociale della Federazione nazionale pensionati.

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