Sicurezza
Una provincia in lutto per Francesco
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Francesco Vannozzi in divisa sbuca da un carrarmato. A fianco il dolore di uno zio, i militari davanti alla casa di San Giovanni alla Vena e il colonnello dei carabinieri col prefetto e il questore in visita alla famiglia Era diventato alpino da sei anni, in missione era andato la scorsa estate
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SAN GIOVANNI. Una famiglia nella disperazione, un paese sotto choc per la morte di Francesco Vannozzi, 26 anni compiuti lo scorso 27 marzo, il caporalmaggiore degli alpini di stanza al VII Reggimento a Belluno, rimasto ucciso ieri in un agguato mentre era impegnato in una missione in Afghanistan. Per tutta la giornata il cancello della villetta dei Vannozzi, in via San Martino, si è aperto solo per fare entrare i parenti, gli amici più stretti, il sindaco di Vicopisano, Juri Taglioli, il prefetto, il questore, il comandante provinciale dei carabinieri, il comandante della compagnia di Pontedera e numerosi militari. «Abbiamo saputo dai notiziari che quattro militari italiani erano morti in Afghanistan. Poco dopo sono arrivate alcune macchine dell'esercito e i carabinieri di San Giovanni alla Vena, abbiamo immaginato subito cosa poteva essere successo - dice un vicino - quando si vedono i carabinieri, in questi casi, è difficile non pensare al peggio». La mamma di Francesco, Lia, è stata colpita da un malore quando ha saputo - la dolorosa notizia le è stata comunicata poco dopo mezzogiorno - che non avrebbe più rivisto il figlio, un ragazzone dal cuore d'oro che non le aveva mai dato un problema. Al fianco dei genitori l'altro figlio maggiore, Sergio, e la fidanzata della vittima, Elena Landucci, di Bientina. Il padre di Francesco è uscito solo per pochi minuti per andare a Bientina dalla fidanzata del figlio, poi accompagnata a San Giovanni alla Vena. I due si conoscevano dai tempi della scuola, Francesco si era diplomato in ragioneria a Cascina. «Non vogliono vedere nessuno, è più che comprensibile, hanno perso un figlio», spiega Paolo Lenzi, cugino del padre della vittima. «Francesco era un bravo ragazzo, impegnato anche nel volontariato. Siamo rimasti tutti senza parole quando abbiamo saputo». Il padre della vittima, Nilo, è un artigiano del mobile andato da poco in pensione. Politicamente è impegnato con i Socialisti, in paese lo conoscono tutti. «Noi Francesco lo abbiamo visto crescere - dice Giampiero Nesti, ex vicesindaco - sono sconvolto dalla notizia. Ho parlato con il padre, sono distrutti e frastornati, ancora non si rendono conto di come possa essere successo. È un disastro». Il sindaco, intenzionato a proclamare il lutto cittadino in occasione del funerale, ha gli occhi rossi quando lascia la villetta dei Vannozzi. «Conoscevo Francesco, era un bravo ragazzo - dice - era da anni impegnato nell'associazione dell'antincendio Fratelli del Moro. Siamo rimasti scioccati». Vannozzi era partito per l'Afghanistan lo scorso luglio. Era la sua seconda missione all'estero, dopo l'esperienza in Kosovo. Tra le tante persone arrivate davanti a casa dell'alpino un'amica ricorda l'ultima volta che ha visto Francesco: «Era estate, alla festa del paese, al Castellare. Ci raccontava che di lì a poco sarebbe partito per l'Afghanistan». «Era molto contento di andare in missione all'estero - racconta un altro vicino - l'ultima volta che l'ho visto era venuto nella mia azienda, doveva fare un piccolo lavoro di falegnameria». «Non chiedeteci di commentare», risponde ai cronisti un amico di Francesco, prima di stringere in un abbraccio i genitori. «Il nostro silenzio è il modo migliore per ricordarlo e rispettare il dolore della famiglia». In tanti cercano di unirsi al dolore della famiglia. Su Facebook un'amica, Sara Vannozzi, si scaglia contro le missioni all'estero. La vittima, dopo il diploma di ragioniere, aveva lavorato per un breve periodo alla Leader Pumps a Bientina, per poi entrare nell'esercito nel 2004. Tra le sue citazioni preferite, una colpisce oggi che Francesco non c'è più. «Io non credo nel paradiso, credo nel dolore, credo nella paura, credo nella morte». Sabrina Chiellini ALTRI SERVIZI A PAG. 4 E 5
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