La manifestazione
Scoperto laboratorio di griffe false
S.C.
Blitz dei carabinieri, in manette tre ambulanti senegalesi
2 MINUTI DI LETTURA
CASCINA. A gestire un laboratorio della contraffazione, scoperto dai carabinieri, erano tre senegalesi. Da venditori ambulanti abusivi si erano trasformati in imprenditori in proprio di prodotti griffati falsi. I tre, ai quali i carabinieri sono arrivati dopo un controllo in un appartamento sovraffollato, sono stati arrestati per i reati di ricettazione e contraffazione di prodotti industriali. I tre, secondo quanto è stato spiegato dai carabinieri, avevano deciso di superare la fase della mera vendita di abbigliamento e borse contraffatte il cui approvvigionamento avveniva presso terzi, mettendosi in proprio per fabbricare i prodotti toroccati. Avevano quindi investito parte del ricavato delle loro attività di vendita abusiva nell'acquisto di una stampatrice a caldo (che proviene dalla Francia) e di 13 stampi per riprodurre fedelmente i marchi di alcune delle più famose firme del mondo dell'abbigliamento e dei relativi accessori. I carabinieri hanno scoperto il garage, a Cascina, subaffittato dai tre e trasformato in laboratorio e, dopo una lunga serie di controlli, sono entrati in azione. I militari hanno sequestrato l'attrezzatura, i marchi e tutta la produzione presente nel garage e consistente in un centinaio tra capi d'abbigliamento, borse, cinture e marsupi. Negli ultimi mesi a Cascina sono stati intensificati i controlli presso le abitazioni occupate da cittadini extracomunitari che nella maggior parte dei casi sono occupate anche da clandestini. Pochi giorni fa in via Macerata, nei pressi della stazione ferroviaria, in un appartamento sono stati trovati 15 senegalesi che vivevano in condizioni igieniche pessime, dovute anche alla presenza di un solo bagno. Durante il controllo è stato sequestrato un quantitativo ingente di merce contraffatta (oltre 230 pezzi tra borse e giubbotti e portafogli) e sono state arrestate due persone perché inottemperanti all'ordine di espulsione. In quella circostanza sono state acquisite informazioni «che davano certezza di un canale di approvvigionamento di parte del materiale», ha spiegato il capitano Alessio Nigro, comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera. È scattato quindi un altro controllo, in un appartamento in via Galilei 73, particolarmente frequentato da senegalesi. Qui sono stati trovati tre senegalesi e sequestrati un centinaio di capi di abbigliamento e borse. In uno dei due garage è stata trovata la pressa a caldo. Si tratta di un macchinario, come hanno spiegato i carabinieri, destinato alla distruzione perché vecchio ma ancora perfettamente funzionante. Sono stati sequestrati anche alcuni registri "contabili" su cui sono stati riportati i nomi dei clienti e le somme da incassare.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google