Il Tirreno

Pontedera

Fucilata alla testa, gravissimo

A.d.G.
Le forze dell’ordine e i volontari sul luogo dell’incidente
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Le forze dell’ordine e i volontari sul luogo dell’incidente

Il colpo partito mentre passava il fucile al compagno

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 ROSIGNANO. Ha afferrato il fucile dell'amico per passarglielo. Ma lo ha impugnato male, prendendelo dalla parte del grilletto. Così è partito un colpo che gli ha straziato il lato destro della testa. Ora è ricoverato in gravissime condizioni all'ospedale di Livorno, nel reparto di terapia intensiva. E per tirarlo fuori da quel bosco ci sono volute tre ore, con i volontari e i sanitari accorsi sia da terra che dal cielo.  Alfio Carrai, pensionato settantunenne di Capannoli, ieri mattina era a caccia insieme a un amico tra i boschi del Fortullino, a Castiglioncello. Erano venuti dal comune pisano per la comune passione dei colombacci, la caccia tipica del mese di ottobre. Erano circa le sette quando è avvenuto l'incidente. I due cacciatori erano all'interno di un capanno.  Secondo quanto ricostruito dai carabinieri e in base alla testimonianza del compagno di caccia, Carrai ha afferrato il fucile dell'amico, una doppietta calibro 12, per passarglielo. L'arma era appoggiata a una parete, carica. Carrai aveva già il suo fucile in mano.  Invece di prendere quella doppietta per il calcio o per la canna, il pensionato l'avrebbe impugnata con una mano dalla parte centrale. Insomma, quella del grilletto, che al minimo contatto è scattato lasciando partire un colpo. Carrai è stato investito in pieno dalla rosa dei pallini, che lo hanno colpito sulla parte destra della testa.  L'uomo è crollato a terra e ha cominciato a perdere molto sangue.  L'amico disperato ha provato a soccorrerlo, a tamponargli quella vasta ferita. Poi, con il telefonino, ha tentato di chiamare il 118. Ma in quella zona non c'è segnale e così il compagno di caccia è stato costretto ad allontanarsi per agganciare una cella. A corsa e poi con il fuoristrada, è riuscito a trovare un punto coperto dal segnale quando praticamente era tornato sulla vecchia Aurelia.  Erano le 7,29. Il centralinista del 118 ha inviato subito al Fortullino un'ambulanza della Pubblica assistenza di Rosignano. Ma il capanno dove si trovava il ferito non era affatto facile da raggiungere. Zona impervia, in piena macchia. Alcuni volontari sono saliti sul fuoristrada del cacciatore che li ha condotti sul posto. O meglio, la jeep si è fermata al residence Il Boschetto. Per andare avanti è stato necessario proseguire a piedi.  Nel frattempo era stato fatto decollare anche Pegaso. Ma in quell'area non ci sono radure per consentire l'atterraggio dell'elicottero e oltretutto il pilota ha dovuto pure fare i conti con le forti raffiche di vento che in quel momento soffiava forte. I minuti passavano.  Dall'elicottero, con il verricello, si sono calati l'anestesista e un infermiere. Nel frattempo la squadra via terra è giunta al capanno. Fra tutti, alla fine, sono riusciti a raggiungere il ferito. Carrai è stato immobilizzato, caricato su una barella rigida e portato via a braccia e poi con la jeep.  Sull'ambulanza che attendeva in strada è arrivato intorno alle 10,30. Di qui la corsa all'ospedale di Livorno, dove è tuttora ricoverato in coma. Ieri sera il quadro si è aggravato, l'attività cerebrale risultava piatta. I carabinieri hanno eseguito i rilievi e sentito l'amico. Nessun dubbio sul fatto che si sia trattato di un incidente. Il fucile naturalmente è stato sequestrato.

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