Il Tirreno

Pontedera

Rassegnati a non centrare l'obiettivo

Un’isola ecologica
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Un’isola ecologica

Differenziata, parlano i sindaci dei Comuni distanti dalla soglia del 45%

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 PONTEDERA. «Il criterio per far crescere la percentuale di raccolta differenziata dovrebbe essere calibrato sulla densità abitativa di un Comune e non essere uguale per tutti». Questo il pensiero di Thomas D'Addona, sindaco di Crespina alle prese, come molti altri suoi colleghi, con risultati non troppo incoraggianti sulla raccolta differenziata. Il suo 27,53%, registrato nel 2009, è molto lontano dalla soglia del 45% sotto la quale si paga l'ecotassa. «Ma sarà anche difficile da raggiungere - dice ancora - proprio perché un Comune come il mio o come quelli di Lajatico o Palaia, hanno un territorio vasto con una popolazione poco omogenea e difficilmente raggiungibile da un eventuale servizio di porta a porta».  Buoni risultati. Come quello di Bientina che nel 2009 ha fatto il 27,31%, ma che quest'anno viaggia tra il 60 e il 62 per cento. «Merito del porta a porta - spiega il sindaco Corrado Guidi - che i cittadini hanno recepito bene». In piano, probabilmente, è più semplice metterlo in pratica. L'esempio viene proprio da Lari che lo ha introdotto nelle zone pianeggianti, passando dal 36,80% del 2009 al 44,88% dell'agosto di quest'anno. «Si vede che le azioni che abbiamo intrapreso - si legge in una nota del Comune - stanno andando nella giusta direzione».  Aggrappati all'isola. Intesa come ecologica, uno degli strumenti a cui alcuni Comuni fanno o faranno ricorso per migliorare i propri risultati. È il caso di Buti che già ce l'ha, ma che la renderà digitale, munendo i propri cittadini di tessera magnetica, in modo da invogliarli a differenziare i rifiuti e pagare in base a ciò che effettivamente conferiscono. E magari aiutare l'amministrazione a migliorare il 29,84% registrato nel 2009. Oppure Casciana Terme che dovrebbe aver pronta l'isola ecologica nei primi mesi del 2011 e ottenere un dato più edificante del 26,62% messo insieme l'anno scorso. Anche Fauglia si doterà dell'isola ecologica entro la fine del 2010, «anche se non si sa se informatizzata o meno, perché dipenderà dal denaro che avremo a disposizione», come spiegato dal sindaco Carlo Carli, il cui Comune ha fatto il 19,12% nonostante anche un servizio di porta a porta nel capoluogo, con l'idea di esportarlo anche nella frazione di Acciaiolo. E poi c'è Palaia, Comune collinare con il 15,56% di differenziata, difficile da gestire sotto il profilo della raccolta della spazzatura che ha investito 100mila euro nell'isola ecologica «con ottimi risultati che si cominceranno a vedere fra qualche mese», come sottolineato dal sindaco Alberto Falchi». Infine Chianni (22,96% di raccolta differenziata), dotatosi da un anno di isola, ma consapevole che «raggiungere il 45% sia davvero difficile - ammette l'assessore all'ambiente Bruno Martinoli - proprio per la morfologia del territorio».  Difficoltà oggettive. Sono quelle di Peccioli (27,13%), Lajatico (22,58%) e Lorenzana (28,23%), i cui territori non offrono opportunità di fare il porta a porta e le isole ecologiche o non sono previste (Peccioli) o sono parziali (a Lajatico per il legno e i materiali elettrici) oppure avranno ancora tempi lunghi per la realizzazione (Lorenzana). In tutti i casi ci sono comunque miglioramenti evidenti nel corso degli anni, ma anche qui, la fatidica soglia del 45%, a detta dei sindaci, appare quasi un miraggio. In queste realtà si punta a sensibilizzare i cittadini nella differenziata, anche con l'utilizzo di biocomposter, e nel sorvegliare il territorio dall'abbandono selvaggio degli ingombranti. «Sto pensando a una sanzione di 250 euro - afferma il sindaco di Lorenzana Gianluca Catarzi - perché è una piaga a cui non riusciamo a porre fine».  Educare i piccoli. Un metodo a cui ricorrono molte amministrazioni comunali, ma i tempi non sono ovviamente brevi. «Raggiungere il 45% non è semplice - ammette il sindaco di Terricciola - Antonietta Fais - puntiamo sul biocomposter e altri elementi come il porta a porta per le attività commerciali. Ma ciò che più ci preme è il progetto di scuola più riciclona. Dall'anno scorso, le classi portano 25 bottiglie di plastica pressate, ricevono 25 centesimi e quella che ne raccoglie di più vince un premio aggiuntivo per comprarsi materiale didattico da impiegare in aula. È un sistema che si integra con insegnamenti di educazione ambientale che anche quest'anno caratterizzerà l'attività delle scuole del nostro Comune. (aq)

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