Gioco
Gli asini in Gorgona per aiutare i detenuti nella riabilitazione
Manolo Morandini
◗
Un momento della raccolta con gli asini; più a destra il carcere in Gorgona 3 MINUTI DI LETTURA
SANTA MARIA A MONTE. Né spazzini, né autocompattatori. Il Comune di Santa Maria a Monte è determinato ad assumere altri tre asini con la qualifica di "operatori ecologici". Netturbini a quattro zampe a cui affidare la raccolta porta a porta nel centro storico della frazione di Montecalvoli. Lenti, efficaci e soprattutto non inquinanti. Nel borgo il servizio arriverà nel primo semestre del 2011. E porterà anche qualche posto di lavoro in più. Almeno due gli accompagnatori che potrebbero essere assunti dalla cooperativa sociale Ambiente Valdarno, a cui fa capo il servizio. Quattro, invece, quelli già in forza per gestire il porta a porta nelle strette strade del capoluogo santamariamontese dal lunedì al sabato. E quello del lavoro è un tasto fondamentale. L'arrivo degli asini ha aperto nuove prospettive. Nella cooperativa hanno trovato un posto anche persone appartenenti a categorie svantaggiate. Un riflesso sociale che fa il paio con l'affiancamento di ragazzi seguiti dal Sert nel loro percorso di uscita dal tunnel della tossicodipendenza. Una terapia che funziona. «Gli operatori del Sert ci hanno segnalato come un loro ragazzo, dopo numerosi fallimenti, al fianco degli asini abbia finalmente trovato gli stimoli per riprendersi in mano la propria vita - dice il sindaco del Comune di Santa Maria a Monte David Turini -. Il nostro è un progetto di nicchia che unisce alla volontà di mettere in piedi un servizio a misura di centro storico la salvaguardia della razza di asino Amiatina e riflessi di portata sociale». Un po' di fieno e qualche carota. E' quel che serve a regime per mantenere i netturbini a quattro zampe: circa duemila euro all'anno per ciascun animale. Invece, per partire col servizio a Montecalvoli, l'amministrazione comunale stima un investimento di circa 20mila euro: 4.500 euro per l'acquisto dei tre animali e altri 15mila per realizzare la struttura per il loro ricovero. «L'ottica che ispira il progetto è quella di sostituire a parità di costo per il Comune il servizio meccanico, che fa capo a Geofor, con gli animali - afferma il sindaco Turini -. Unico ostacolo per le casse dell'amministrazione il fatto che all'inizio c'è un investimento da sostenere per l'acquisto degli asini e delle attrezzature». Ma non si tratta di un semplice rimpiazzo. «Continuiamo a pagare Geofor estendendo il servizio del porta a porta a nuove zone del territorio comunale», sostiene Turini. Per esempio, con l'entrata in servizio degli asini a Santa Maria a Monte, i mezzi meccanici di Geofor si sono spostati nella zona di via Bientinese. L'esperienza è destinata a passare il mare. L'interesse per gli "asini netturbini" degli operatori sociali della casa di reclusione di Gorgona si è tradotto in un progetto, a cui ha collaborato il Comune di Santa Maria a Monte. Un documento che è all'esame del Ministero della Giustizia per ottenere il via libera e i necessari finanziamenti. In questo caso i protagonisti a quattro zampe saranno i cavalli di razza Avelignese, già di proprietà del carcere, che verrebbero addestrati per il basto in modo da usarli per il trasporto di merci ed eliminare i mezzi meccanici. Ma al di là dei positivi riflessi ecologici a convincere è la forza del rapporto terapeutico con l'animale. Un modo per riuscire a fare della pena un'esperienza di recupero.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
