Il dolore
Al mercato, a chiedere gli avanzi
Andreas Quirici
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Tra i banchi del mercato operatori al lavoro e mentre smontano. Una parte dei prodotti viene gettata perché danneggiata e non si vende. In tanti vanno a chiederla gratis a fine mattina Cresce il fenomeno: prima erano gli stranieri, ora tanti pensionati locali
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PONTEDERA. La scena si ripete ogni venerdì mattina al mercato settimanale, tra i banchi di frutta e verdura, in genere a tarda mattinata: stranieri e pensionati italiani si avvicinano agli ambulanti e chiedono gli avanzi o vanno direttamente ai cassoni dell'immondizia per trovare qualcosa di mangiabile. È la fame ai tempi della crisi. A detta dei commercianti, un fenomeno in aumento «Qualcuno non si avvicina se ci sono molti clienti che comprano la merce, altri, invece aspettano la fine del mercato per domandare se possiamo dare loro la frutta che avanza». Le parole arrivano dal banco dell'azienda Giampieri di Calcinaia e descrivono una triste realtà che si ripete in ogni mercato: «Anche a Fornacette succede. Lasciamo le cassette con gli avanzi dietro al furgone e non ci troviamo quasi mai più nulla quando smontiamo. E poi molti vanno anche ai cassoni dove viene gettata la merce residua, ma lo fanno quando sul piazzale non c'è quasi più nessuno, perché si vergognano». Conferme di quanto accade al mercato di Pontedera arrivano anche dalla famiglia Niccolai, proprietari di un'azienda agricola a Cascina e titolari di un banco di frutta e verdura: «Sistemiamo le cassette con la merce che non vendiamo proprio a fianco del furgone. Lo facciamo anche per favorire chi non ha i soldi per fare la spesa e garantire loro una sorta di anonimato. Un tempo erano solo gli stranieri a chiedere gli avanzi. Negli ultimi tempi sono sempre più i pensionati a farci questa richiesta. Purtroppo è una guerra fra poveri. Ormai la spesa media da noi è di due o tre euro, mentre prima le persone spedendevano anche 50 euro. Oggi incassiamo la metà ed è sempre più difficile andare avanti. Probabilemente a fine anno smetteremo di fare i mercati». Un ambulante di Valdarno che vende frutta la vede nella stessa maniera: «Vendo la merce a un euro al chilo e faccio fatica. Questi prezzi significano che ai contadini sono andati gli spiccioli. In un contesto di questo tipo è normale che i meno abbienti vengano al mercato a chiedere gli avanzi. Così mangiano frutta e verdura di discreta qualità per almeno un paio di giorni. Dovreste vedere quello che succede ai mercati di Prato ed Empoli. C'è la fila davanti alle cassette che buttiamo per favorire il lavoro degli spazzini». Anche chi non vende frutta nota che il fenomeno sia in aumento. «Noi non abbiamo scarti o avanzi - raccontano da dietro il bancone di Briganti, venditore ambulante di formaggi - ma abbiamo gli occhi per vedere che sempre più persone si avvicinano titubanti ai nostri colleghi per allontanarsi poco dopo con la spesa degli avanzi nella borsa. È una tristezza infinita e il problema è che a tutto questo non c'è soluzione».
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