La manifestazione
Metalplastic, 60 posti a rischio
Andreas Quirici
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Un momento della protesta dei lavoratori davanti alla fabbrica Ieri uno sciopero e l'assemblea davanti allo stabilimento
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PONTEDERA. Da una parte il sindacato a spiegare che i 60 esuberi paventati non verranno accettati. Dall'altra i lavoratori preoccupati degli scenari che si apriranno nelle prossime settimane. La scena è di ieri mattina, davanti ai cancelli della Metalplastic, azienda che stampa plastiche esclusivamente per Piaggio. E proprio questo doppio filo con la casa della Vespa sarebbe all'origine delle difficoltà dell'impresa (appartenente al gruppo Prima, con sede a Frosinone) che, dopo aver chiuso in pareggio il bilancio 2009, avrebbe accusato una perdita di 1,5 milioni di euro per il 2010, con calo del fatturato del 30%. «Ma le commesse provenienti da Piaggio di quest'anno sono più o meno le stesse degli ultimi due anni», afferma un lavoratore fuori dai cancelli. Ma allora, come stanno le cose? Probabilmente i 60 lavoratori in esubero (40 per il 2011 e 20 per il 2012) sono una forzatura, nel tentativo di ottenere ciò che la proprietà vuole veramente: ristrutturare i livelli occupazionali e produttivi. I 120 operai in forza alla Metalplastic, trasferitasi da Pisa al Pip di Pontedera nel 2001, sono in cassa integrazione da settembre. In pratica, lavorano solo tre giorni a settimana. L'azienda, contemporaneamente agli esuberi, ha chiesto il terzo turno fin da lunedì prossimo, con gli stessi tre giorni lavorativi che riguarderebbe il reparto di stampaggio, dove verrebbero utilizzate 9 presse sulle 16 complessive. Questo schema dovrebbe essere una prova per verificare i risultati di un utilizzo degli impianti diverso e più calibrato sulle reali necessità dello stabilimento. Il timore di lavoratori e sindacati è che il personale venga dimezzato e il resto della forza produttiva "pescato" nell'interinale, a seconda delle commesse provenienti da Piaggio. Così, tra i vari «bisogna stare uniti» e «ogni posto di lavoro deve essere mantenuto», Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil e Ugl-chimici hanno organizzato ieri un'assemblea fuori dai cancelli per un'ora di sciopero e informare gli operai, visibilmente preoccupati per il loro futuro. «Rifiutiamo ogni soluzione di esuberi e riduzione dell'organico - spiegavano i rappresentanti dei lavoratori - ma abbiamo chiesto all'azienda di presentarci un piano industriale su cui intavolare una discussione. I dirigenti di Metalplastic hanno segnalato anche un mancato recupero di efficienza, con scarti produttivi troppo elevati. Noi siamo disposti a ragionare sull'organizzazione produttiva, su eventuali contratti di solidarietà ed eventuali uscite volontarie. Ma non indietreggiamo sugli esuberi così come ci sono stati presentati. Anche perché, in mancanza di un piano industriale ci sembra paradossale parlare di eccedenze d'organico per i prossimi due anni». A breve, alla Metalplastic ci sarà l'elezione dell'Rsu e il 20 ottobre sindacati e azienda s'incontreranno all'Unione industriale pisana. In quella sede dovrebbe cominciare la discussione vera e propria.
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