Il Tirreno

Pontedera

Corteo e cori contro Cisl e Uil

I lavoratori della Piaggio per le vie della città
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I lavoratori della Piaggio per le vie della città

Fiom, 2 ore di protesta per il contratto disdetto

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 PONTEDERA. A pochi giorni dalla conferenza stampa unitaria dei segretari provinciali di Fiom, Uilm e Uil, la federazione dei metalmeccanici della Cgil scende in piazza per protestare contro l'annullamento del contratto nazionale firmato da tutti nel 2008. Uno sciopero di due ore (appoggiato anche dal coordinamento provinciale di Sinistra critica) con comizio in piazza della Stazione e corteo sulla Tosco Romagnola, condito da slogan contro Cisl e Uil, con la sede di quest'ultima presidiata dalla polizia. Diversamente da altre città, a Pontedera non è successo nulla. Il corteo ha preso altre vie e nessuno ha deviato per andare a far danni.  In prima fila proprio Marcello Franchi, segretario provinciale Fiom che lo scorso sabato era seduto a fianco dei colleghi di Fim e Uil, Angelo Mangino e Marcello Casati. Ma Franchi lo aveva detto: «L'unità per i problemi della Piaggio e dell'indotto è doverosa e anche un evento positivo per i nostri rapporti sindacali. Ma non stupitevi se fra qualche giorno sarò in piazza a manifestare contro Cisl e Uil. A livello nazionale le divisioni sono reali e di difficile soluzione». Detto fatto, Franchi in corteo proprio mentre dai megafoni uscivano cori offensivi per le altre firme sindacali, accusate da Fiom di aver fatto il gioco degli imprenditori nella firma del nuovo accordo nazionale di categoria e nell'avallare la decisione di annullare quello del 2008. Durante il comizio, richieste di «stare vicini alla Fiom contro la campagna denigratoria nei confronti dei suoi militanti» e un appello per la manifestazione nazionale di Roma prevista per il 16 ottobre.  Una contraddizione? Neanche molto a sentire gli operai. «A livello nazionale le divisioni sono nette - spiegano Fabrizio Salvadori, Massimo Giorgi e Francesco Giacalà mentre sfilano in corteo - ma qui in Piaggio l'unità è doverosa, oltreché possibile. Se si trova un accordo sull'occupazione e sulla produzione nella nostra azienda non può che essere una notizia positiva per tutti, territorio compreso. Certo è che i rapporti interni fra i sindacati in qualche maniera comportano problemi per la nostra condizione lavorativa. Da questo punto di vista, la divisione si nota proprio in fabbrica». (aq)

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