Gioco
Borse e cinture da set L'azienda familiare che riveste il cinema
Paola Silvi
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Domenica e Gaetano Calò nel loro laboratorio 2 MINUTI DI LETTURA
CASTELFRANCO. Dall'azienda di produzione a quella cinematografica. Altro che passerelle. Le borse e le cinture made in Castelfranco, firmate dall'arte e dalla creatività di Gaetano Calò sbarcano nei cinema di tutta Italia. E accompagnano i protagonisti del nuovo film di Luca Miniero, "Benvenuti al sud" con Claudio Bisio. Un matrimonio all'insegna del design che conferma una carriera spumeggiante. Quella della ditta gestita dalla famiglia Calò e condensata in articoli di pelle con varie stampe di coccodrillo e finto fiore. Un'attività che non conosce compromessi. Che cavalca l'onda da oltre trent'anni. «Abbiamo aperto nel 1973 - racconta il proprietario - e produciamo in proprio borse da donne e cinture per ambo i sessi». Linee giovani, colorate, dedicate ad una clientela disinvolta e al passo coi tempi. «Noi siamo produttori non venditori. Abbiamo dunque la necessità di rinnovarci e l'obbligo di inventare sempre qualcosa di diverso». La fantasia al potere, insomma. Dove la pelle di pitone si trasforma e negli anni passa dalle mani delle grandi firme e dei grandi nomi come l'americano Paul Smith alle pellicole del cinema. «Vedere le nostre creazioni sugli schermi ci riempie di orgoglio. E' una gratificazione - aggiunge Gaetano - che ci spinge ad andare avanti, ad impegnarci nonostante il momento non sia dei migliori». La crisi morde ma Calò non si scoraggia. Alla ricerca di nuove potenzialità che magari possono essere capite solo varcando i confini regionali. «Mancano gli ordinativi di una volta - conferma - ma confrontarci con i costumisti delle diverse produzioni è sempre utile per scoprire il mercato, le tendenze». E l'esperienza di "Benvenuti al sud" è l'ultima di una lunga serie. «Collaboriamo spesso con il cinema e la televisione. In media partecipiamo ad un paio di film all'anno». E in lista ci sono produzioni di spicco come "Non ti muovere", film diretto da Sergio Castellitto e la fiction di successo "Don Matteo". «Il primo contatto - spiega - arriva alle mostre a cui partecipiano. I referenti delle case produttrici ci contattano ed inizia così la collaborazione. Noi mandiamo la merce in conto uso e appena finito di girare ce la spediscono indietro». Anche se i tempi quasi mai sono brevi. «Dipendono dalle riprese. Per i film, si parla di 2, 3 mesi. Per i telefilm si può sfiorare un anno». E intanto fra un ciak e l'altro, la famiglia Calò pensa già alla produzione per l'inverno del 2011. «Sarà ancora di moda il vintage. Restano gli articoli legati alla qualità ma non troppo costosi».
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