Sicurezza
Un centro storico più curato: le richieste degli anziani
Guido Bini
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CASCINA. Gli anziani cascinesi vorrebbero un centro storico più curato e vivibile. E più che i grandi progetti messi in cantiere dall'amministrazione comunale, desidererebbero vedere realizzati i piccoli interventi. Quelli che «basterebbe soltanto un po' d'occhio e una spesa minima, e che invece non vengono mai fatti», come la cura dei parchi pubblici e la sistemazione di strade e marciapiedi. Il rimprovero è stato fatto direttamente dagli anziani della Ule, l'Università della libera età, al sindaco di Cascina Moreno Franceschini. Invitato martedì pomeriggio a tenere la lezione inaugurale dell'anno accademico, in realtà il primo cittadino avrebbe dovuto parlare dei progetti per il centro storico di Cascina. Franceschini si è così presentato alla Ule in compagnia degli assessori Antonelli e Ferrini, con tanto di grandi planimetrie da affiggere su tutte le pareti della sala. Ha poi iniziato a parlare dei grandi progetti, per investimenti complessivi da nove milioni di euro, ma una volta ceduta la parola, ecco che gli anziani hanno cominciato a lamentarsi chi della buca sotto casa e chi dei giardini pubblici non curati e senza un filo d'ombra. «Quando sono stati risistemati i giardini pubblici di viale Comaschi - ha ricordato, ad esempio, una signora - sono stati abbattuti gli alberi e nessuno si è preoccupato di piantarne altri. E' possibile, mi chiedo, che un parco pubblico non abbia una zona d'ombra dove gli anziani possano trovare un po' di riparo d'estate? Per interventi come questi basterebbe soltanto un po' più di attenzione». Franceschini e i due assessori, premunitisi di pazienza, non hanno comunque mancato di replicare alle varie lamentele, pur lamentandosi a loro volta. Fra le altre cose, hanno fatto presente che i tagli ai bilanci dei Comuni penalizzano soprattutto le spese correnti, tra le quali ricadono quelle per le manutenzioni. «Cascina - ha poi ricordato l'assessore ai lavori pubblici Stefano Ferrini - è un comune particolare: ha ventitré frazioni, ciascuna con le proprie esigenze, e qualcosa come trecentocinquanta chilometri di strade. In momenti di difficoltà economiche come l'attuale, accontentare tutti è praticamente impossibile. Vi invito comunque a segnalare qualsiasi problema agli uffici comunali, e certo laddove si può interverremo». E' stato col parlare di ristrettezze economiche che la presidente della Ule Mina Orsini ha infine colto l'occasione per aprire una parentesi sul teatro Politeama, «che porta avanti una programmazione non molto aperta a noi anziani». «A quanto ammontano - ha quindi chiesto agli amministratori - i finanziamenti comunali al Politeama? Vale la pena sostenerli oppure, viste le difficoltà economiche, sarebbe meglio ripensarli?». Le ha risposto il sindaco il sindaco Franceschini: «Ogni anno il Comune contribuisce al Politeama con 258mila euro. Riguardo alla programmazione tutto dipende dalla direzione artistica, che fa le sue scelte più orientate verso i giovani, e quindi capace di incontrare certi gusti rispetto che altri. Ad ogni modo il pubblico non manca, però ritengo siano da ripensare a livello provinciale il mantenimento e le programmazioni tre grandi teatri nel raggio di quindici chilometri, come sono quelli di Pisa, Cascina, e Pontedera».
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