Finanza
Pugno di ferro dellAzienda sanitaria, che ora fa scattare subito le sanzioni previste dalla legge
Multe ai pazienti distratti
Paola Silvi
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Lingresso dellospedale Felice Lotti In 3.540 non si sono presentati a visite ed esami prenotati
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PONTEDERA. Si prenotano per visite ed esami specialistici ma poi mancano all'appuntamento. Sono 3.540 (2.218 nel 2008) gli utenti che hanno un debito verso l'Asl 5. Per semplice dimenticanza, per malattia o per generale menefreghismo. Quale che sia la causa, il risultato è lo stesso. Le multe non accennano a diminuire. Nonostante le sanzioni, il numero dei distratti ma comunque inadempienti rimane alto. Si chiama "malum" ed è la sanzione amministrativa prevista dalla legge regionale 143 entrata in vigore ormai dal giugno 2006. Ed è l'unico strumento per combattere alla radice il malcostume degli esami fissati ma non disdetti in tempo utile, ovvero nelle 48 ore antecedenti previste dalla normativa. Le multe, che hanno fatto incassare all'azienda sanitaria 17.751 euro nel 2008 e 28.325 euro nel 2009, provocano però una serie di conseguenze a catena. Al di là della semplice mancanza di rispetto. Il risultato è di togliere il posto a chi invece ne ha un effettivo bisogno e di allungare le liste d'attesa. «Agli indisciplinati viene richiesto di pagare il ticket della prestazione mancata», spiega Elena Monti, responsabile amministrativa della zona Valdera. Ma il guadagno delle multe è un'entrata di poco conto rispetto all'ammontare complessivo degli incassi per le visite. Che invece si declina in 5 milioni e 77.952 euro nel 2008 e in 5 milioni e 353.578 nel 2009. «Il senso della sanzione è un altro», sottolinea Monti. «Lo scopo non è quello di bacchettare l'utente ma di far capire che in salute non c'è niente di superficiale». Una battaglia che pian piano l'Asl tenta di vincere. «Un paio di anni fa - ricorda la responsabile - il numero di "malum" inviati era altissimo, nonostante sul foglio di prenotazione fosse specificato l'iter per gli inadempienti. Poi, la gente ha cominciato a rendersene conto. Oggi, abbiamo affinato il percorso, assegnando un codice identificativo alla disdetta». I motivi più comuni per giuistificare la visita andata deserta riguardano le malattie dell'ultima ora o gli incidenti occasionali. «Di solito i pazienti trovati in fallo - continua Monti - allegano certificati di malattia. Ma a volte può succedere che, in buona fede, la visita passi di mente». L'aspetto positivo riguarda però le disdette. Nel 2008 su un totale di 617.378 visite si sono registrate 66.544 disdette, mentre nel 2009, a fronte di 799.557 prenotazioni, ci sono state 70.430 "sprenotazioni". «Le persone insomma - aggiunge Monti - stanno diventando più diligenti e puntuali. I dati ci dicono che gli avvisi in tempo utile di diniego superano il 10%. Che si traduce, a livello morale, in un aumento del senso civico. Questo ci aiuta a gestire meglio la costante crescita di richieste e domande di esami specialistici. Che come confermano le cifre non subiscono oscillazioni né cali».
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