La manifestazione
Domenico Ragone, presidente di Negozio Comune, accusa i colleghi di non difendere a sufficienza il Ccn
«Confcommercio faccia chiarezza»
Giacomo Pelfer
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Uno scorcio del centro storico di San Miniato Appello della Confesercenti dopo le recenti polemiche sul centro storico
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SAN MINIATO. Confesercenti richiama all'ordine Confcommercio. Primi attriti tra le due associazioni di categoria dopo le recenti polemiche tra i commercianti del capoluogo, con la disputa, ormai nota, tra il Centro commerciale naturale e un gruppo di esercenti del centro storico sempre più intenzionato a creare un'associazione autonoma. A intervenire è Domenico Ragone, coordinatore comunale di Confesercenti, nonché presidente della rete "Negozio Comune", il soggetto giuridico che riunisce i tre Centri commerciali naturali di San Miniato, San Miniato Basso e Ponte a Egola. «E' giunto il momento di fare chiarezza - dice Ragone -; a nome di Confesercenti e della rete "Negozio Comune" ci sentiamo in dovere di precisare la nostra trasparenza d'intenti ed azioni in virtù dell'incontro promosso dall'amministrazione comunale, che si svolgerà il prossimo lunedì, per dar vita ad un tavolo di lavoro circa la realtà territoriale e commerciale del centro storico». Ragone chiama quindi in causa i colleghi di Confcommercio, accusati di non aver difeso con sufficiente chiarezza il Ccn di San Miniato dai continui attacchi delle ultime settimane: «Dopo le notizie degli ultimi giorni, è auspicabile, da parte di Confcommercio, una sua chiara presa di posizione sul ruolo del Ccn "Città di San Miniato" all'interno della rete "Negozio Comune", la cui nascita è stata fortemente voluta e condivisa da entrambe le associazioni di categoria. L'incertezza generata dalle ultime dichiarazioni contraddittorie, non giova alla città e soprattutto non giova al commercio, innescando sterili polemiche che allontano quel clima costruttivo e propositivo di cui più volte ci siamo fatti portavoce». E' opportuno ricordare che quello del centro storico è l'unico Ccn ad aver scelto di affidarsi a Confcommercio, mentre è Confesercenti a curare gli interessi dei colleghi di San Miniato Basso e Ponte a Egola. Una scelta, quella del centro storico, motivata anche dall'esigenza di rivendicare una certa autonomia, soprattutto nel momento in cui il Ccn di San Miniato Basso sembrava in grado di fare un sol boccone del capoluogo. Da qui, la scelta di un Ccn autonomo, sostenuto all'epoca da ben 77 firme d'appoggio. Gli attacchi di questi giorni, da parte dei cosiddetti "dissidenti", contro un'eccessiva apertura del Ccn di San Miniato verso le frazioni, avrebbero infastidito molti esercenti di Ponte a Egola e San Miniato Basso, che più di una volta, sotto la spinta dell'amministrazione, hanno dovuto sacrificare parte delle proprie potenzialità per correre in aiuto di un centro storico in affanno. Emblematica la vicenda della partecipazione al bando regionale. Quando tutto era sul punto di saltare, e il Ccn di San Miniato Basso sembrava intenzionato a correre da solo, fu l'amministrazione a imporsi per una partecipazione congiunta, seguendo la linea dell'ex assessore Tognetti. «Vogliamo quindi sottolineare - conclude Ragone - l'importanza della rete "Negozio Comune" come strumento per la promozione e lo sviluppo delle attività economiche sul territorio, con un forte riverbero positivo anche sugli aspetti culturali, sociali e aggregativi della nostra città».
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