Il Tirreno

Pontedera

C'è crisi, concessioni non ritirate

Una veduta di Santa Maria a Monte
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Una veduta di Santa Maria a Monte

Oneri di urbanizzazione: quasi 70mila euro di rimborsi ai cittadini

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 SANTA MARIA A MONTE. Il consiglio comunale ha ratificato la delibera di giunta relativa alle variazioni di bilancio per l'anno 2010. L'importo della manovra ammonta nel suo complesso a circa 91.000 euro, finanziati per la parte più rilevante, circa 78.000 euro, per l'arrivo di un'altra tranche di trasferimento Ici (prima casa) da parte del Ministero e per la rimanente parte da altri contributi.  Questi provengono dalla Regione Toscana, dalla Fondazione Carismi e dalla Provincia di Pisa per progetti predisposti dall'amministrazione comunale. Le maggiori entrate sono state destinate alle manutenzioni ordinarie del patrimonio comunale (strade, scuole, illuminazione, verde, rifiuti) eseguite direttamente in economia dal Comune; alle manutenzioni e revisioni del parco degli scuolabus e del pullman blu destinati al trasporto degli alunni e alle manutenzioni del mezzo destinato al trasporto sociale; altre risorse verranno impiegate per l'arredo di un'aula del capoluogo per l'attuazione del progetto "Scuola senza Zaino" e per l'arredo di due sezioni aggiuntive della scuola materna (tutti i bambini in lista di attesa sono entrati).  La manovra per la spesa in conto capitale invece ammonta a 124.000 euro. Una cifra destinata al progetto per la messa in sicurezza del nido comunale cofinanziato dalla Regione Toscana, al completamento della viabilità di Montecalvoli e alla sistemazione della recente frana di Via Costa. 69.000 euro invece serviranno per rimborsare ai privati cittadini gli oneri di urbanizzazione, visto che molti soggetti non sono in condizione di ritirare le concessioni per edificare.  «Questo è il sintomo della crisi che sta travolgendo il mondo dell'edilizia e le famiglie - dice l'assessore al bilancio Alessandra Biondi -. Questo per spiegare che ad oggi i Comuni possono soltanto navigare a vista, è nel corso dell'anno in base all'andamento delle entrate, di quanto queste effettivamente si realizzeranno, che sarà possibile vedere se finanziare determinati interventi e soprattutto far sopravvivere servizi alla collettività».

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