Il Tirreno

Pontedera

Il Ministero dell’Ambiente non si è ancora pronunciato sulla gara d’appalto per la gestione

Spettro-esternalizzazione

Giacomo Pelfer
Uno scorcio del depuratore di Fucecchio la cui gestione potrebbe essere esternalizzata dopo una gara d’appalto europea
◗
Uno scorcio del depuratore di Fucecchio la cui gestione potrebbe essere esternalizzata dopo una gara d’appalto europea

Depurazione: imprenditori preoccupati per il futuro

2 MINUTI DI LETTURA





 SANTA CROCE. Dovrà essere il Ministero dell'Ambiente a pronunciarsi, quanto prima, sull'eventualità della gara d'appalto per i tre depuratori di Santa Croce, Fucecchio e San Romano. Un'eventualità che si fa sempre più concreta, con il rischio di veder finire gli impianti nelle mani di società del tutto estranee al comprensorio. Tutto nasce da una direttiva europea, che impone al 31 dicembre 2010 la scadenza di tutte le concessioni per gli impianti d'interesse pubblico, e quindi la loro successiva messa a gara.  C'è grande preoccupazione tra gli imprenditori, alla ricerca di una strada per scongiurare una trasformazione che sconvolgerebbe più di trent'anni di gestione mista pubblico-privata. L'obiettivo, portato avanti col sostegno degli amministratori, è quello di dimostrare al governo la specificità degli impianti del Valdarno e il loro legame inscindibile con le aziende conciarie. Durante il mese di agosto, i sindaci hanno tenuto un incontro con l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini, consegnando un documento per difendere l'attuale sistema di gestione. Un testo redatto dal sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi e sottoscritto poi dalla Provincia di Pisa, dall'Ato e dai colleghi di San Miniato, Castelfranco di Sotto e Fucecchio. Documento che l'assessore Bramerini, insieme ad un altro testo presentato dai conciatori, avrebbe già consegnato al Ministero dell'Ambiente, per legittimare la possibilità di una "diversità di trattamento" per il Valdarno. Prima di qualunque decisione, tuttavia, la Regione vuole aspettare un pronunciamento ufficiale del Ministero. Pronunciamento che ancora non è arrivato.  «La scelta di un sistema depurativo in forma consortile - si legge nel documento -, anziché provvedere singolarmente nelle varie aziende, non deve indurre a pensare che si tratti di un sistema "esternalizzato" rispetto alle imprese. La depurazione del distretto conciario si configura come una vera e propria fase del processo produttivo. Individuare un gestore "terzo" degli impianti rispetto alle imprese conferenti, equivarrebbe a concedere, a chi non ha nulla a che vedere con il processo produttivo, l'organizzazione complessiva dell'intero comparto conciario. E' da tenere poi in considerazione che la depurazione non è neanche l'ultima fase del processo produttivo, perché ad essa segue la fase dello smaltimento dei fanghi». Secondo il documento di Ciaponi, inoltre, un'eventuale gestione esterna, metterebbe in grande difficoltà l'efficacia del cosiddetto progetto Tubone, che fa dei tre impianti del comprensorio il fulcro di una complessa riorganizzazione della depurazione.  La questione, quindi, è di strettissima attualità e sta impegnando in prima persona l'assessore Bramerini, che proprio questo pomeriggio sarà all'impianto CuoioDepur di San Romano per il consiglio comunale aperto sul Tubone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze