La manifestazione
Ridotti i contributi per gli affitti
Paola Silvi
Bellini: «Non siamo in grado di coprire con nostre risorse i tagli del governo»
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SANTA CROCE. Affitti, allarme contributi e alloggi popolari. Per anni, chi non ce la faceva a pagare il canone della casa con il proprio salario ha potuto contare sull'aiuto del Comune di Santa Croce. Un contributo di alcune centinaia di euro, calcolato e concesso in base al reddito ma che per molte famiglie ha fatto e fa la differenza. Tra la sopravvivenza dignitosa e la disperazione. «Oggi tutto questo corre dei rischi e dal prossimo anno la situazione sarà ancora più critica», sentenzia l'assessore al sociale Alessio Bellini. Addio allora ad un pezzo di "welfare della casa" santacrocese. Anche perché «la manovra del governo prevede una riduzione dei fondi per il contributo dell'affitto. E l'amministrazione non è in grado di coprire con le proprie risorse il taglio», aggiunge l'assessore. «Per il momento - spiegano dall'ufficio comunale competente - possiamo contare su un anticipo di 53mila euro circa arrivato dalla Regione. Il Comune ha messo in campo 30mila euro in più, ma con questi soldi siamo riusciti a stanziare acconti solo per 94 famiglie che rientrano nella cosiddetta "fascia A", quella con un reddito equivalente a due pensioni minime». Ma le domande pervenute sono 141. «Non sappiamo ancora se riusciremo ad aiutare i nuclei familiari che compongono la "fascia B"». Nel 2009 invece l'amministrazione riuscì a mettere una pezza più larga, liquidando quasi 110 famiglie con la metà dell'affitto previsto. «Allora il Comune contribuì - aggiungono dall'ufficio - con 45mila euro». E se da una parte i dati anticipano una crisi che avrà il suo apice nel 2011, dall'altra confermano i bisogni e le priorità attuali, legate al dramma delle quattro mura che non accenna a placarsi. «La povertà esiste e la criticità economica - commenta Bellini - investe le fasce più deboli della popolazione. Mai come oggi incontro persone che varcano la soglia del Comune in cerca di un'ancora di salvezza. C'è chi ha perso il lavoro, chi non riesce a trovarlo, chi non ha soldi per pagare le bollette e si ritrova senza luce né gas». Gli enti locali mettono in campo risorse, ma i finanziamenti erogati a chi ne fa richiesta a volte non colmano la disperazione. E l'emergenza sfratti incombe minacciosa all'orizzonte. Santa Croce dispone di 254 alloggi di edilizia residenziale pubblica e di altri a prezzi calmierati. Ma non bastano. Neppure il bando tutt'ora aperto che assegna ulteriori 7 appartamenti popolari, è ritenuto sufficiente. Così come i 30mila euro del fondo speciale occupazionale sono già in esaurimento. E l'assessore vede nero. «Servono ancora più case perché le necessità degli abitanti sono tante e varie». Il problema non colpisce solo chi ha perso il lavoro. Rende la vita difficile anche agli immigrati costretti a vivere in poche stanze, ai pensionati e a chi il lavoro ce l'ha ancora, paga le tasse ma deve affrontare un mercato degli affitti sempre più caro. «C'è insomma da lavorare - conclude deciso Bellini - per sviluppare una politica incentrata sulla casa. Per trovare nuovi edifici ma anche nuove forme di affitti concordati e canoni moderati. E magari, per creare una mobilità all'interno delle stesse case popolari. Senza aiuti di questo genere la tensione sociale rischia di salire».
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