Il Tirreno

Pontedera

«Riportare il lavoro dall'estero»

Da sinistra, i sindacalisti Marcello Casati (Uil), Angelo Mangino (Cisl) e Marcello Franchi (Cgil)
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Da sinistra, i sindacalisti Marcello Casati (Uil), Angelo Mangino (Cisl) e Marcello Franchi (Cgil)

Sindacati di nuovo uniti per chiedere l'aiuto della Regione Toscana

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 PONTEDERA. Erano gli inizi degli anni Novanta. La Piaggio minacciava di spostare gli stabilimenti in Irpinia, a Nusco precisamente. Enrico Rossi allora era sindaco di Pontedera e con una battaglia divenuta famosa riuscì a compattare le forze sociali e politiche e a ottenere che tutto rimanesse così com'era. Oggi, i sindacati ritrovano l'unità perduta anche per chiedere allo stesso Rossi, divenuto presidente della Regione Toscana, che intervenga per salvare la "sua" Pontedera dall'impoverimento di produzione targata Piaggio e dalla conseguente drastica diminuzione di commesse verso l'indotto.  Unitariamente. Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil allo stesso tavolo, di nuovo dopo mesi, per aprire un confronto con azienda e istituzioni, ma anche per sottolineare la disponibilità a trattare «per far sì che la provincia di Pisa non diventi un territorio di disoccupati». Il rischio, secondo i sindacati, è alto. «La crisi morde - afferma Angelo Mangino, segretario provinciale di Fim-Cisl - ed è per questo che vogliamo mandare un messaggio forte alle istituzioni. Al Comune di Pontedera, alla Provincia di Pisa, ma anche all'Unione dei Comuni della Valdera se è vero che è un soggetto giuridico autorevole e con le giuste credenziali per coinvolgere anche la Regione Toscana e il suo presidente in questa discussione. Pontedera deve entrare nell'agenda delle priorità al pari di Piombino o di Lucca, perché rappresenta molto in termini di produttività per questa regione. Per quanto ci riguarda, vogliamo dare un contributo serio ed è per questo che la nostra unione non può essere tattica o momentanea. Il calo produttivo in Piaggio a Pontedera è concreto e notevole, considerato che in tre anni si è passati da circa 300mila veicoli a poco più di 200mila. Siamo ai minimi storici e serve un'inversione di tendenza netta. Ne abbiamo parlato con i lavoratori riunendoli unitariamente in assemblea e ottenendo dalla maggioranza di loro il mandato a procedere in questa direzione».  Piaggio a due teste. Una veloce, quella che vende in India e Cina. L'altra lenta e in regressione (Europa e quindi Italia). È quanto ha detto Roberto Colaninno durante la presentazione del piano triennale, con l'aggiunta che «l'eventuale ridimensionamento di personale dovrà essere discusso con i sindacati». Ecco, i rappresentanti dei lavoratori attendono proprio il confronto, «ma anche indicazioni per il futuro e sugli investimenti che l'azienda ha intenzione di fare su Pontedera», come spiegato da Marcello Franchi, segretario provinciale di Fiom-Cgil. «Intanto - ha proseguito Franchi - 480 operai delle Meccaniche su un totale di circa 600 lavoratori andranno in cassa integrazione tra il 18 e il 29 ottobre a causa del calo produttivo dovuto alla crisi del mercato delle due ruote in Europa». Un ulteriore segnale, secondo i sindacati, «per cominciare una discussione complessiva prima che sia troppo tardi». Andreas Quirici ALTRO SERVIZIO A PAG. 13

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