Attenzione
LE CONSEGUENZE
L'indotto sul baratro
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PONTEDERA. Se Piaggio fatica, l'indotto è vicino ad alzare bandiera bianca. Preoccupa (e non poco) la condizione in cui vive il variegato mondo delle aziende fornitrici della casa pontederese delle due ruote: circa 80 imprese con una forza lavoro compresa, indicativamente, tra le 3mila e le 4mila unità, in cui l'80% sta sfruttando ormai da mesi ammortizzatori sociali come cassa integrazione o contratti di solidarietà. E lo scenario per l'immediato futuro è ancora di sofferenza con un'azienda, la Tmm, che minaccia la completa chiusura nei prossimi mesi proprio per mancanza totale di commesse. Secondo Marcello Casati, segretario provinciale di Uilm-Uil, la colpa «è un po' della stessa Piaggio, ma anche in parte imputabile agli imprenditori dello stesso indotto». Un calo di commesse evidente che mette a nudo tutti i problemi delle metalmeccaniche legate a doppio filo a Piaggio. «Quando è cominciata la presidenza di Roberto Colaninno - ricorda Casati - ci venne detto che Pontedera sarebbe rimasta al centro della produzione. Oggi, invece, i motori sotto i 150 centimetri cubici vengono prodotti all'estero per poi essere importati e assemblati sui veicoli in Italia. Questo non ricade direttamente sull'indotto, semmai è una concausa, oltre al calo di richieste proveniente dall'Europa, dei frequenti periodi di cassa integrazione a cui i lavoratori sono stati sottoposti negli ultimi mesi, compreso il prossimo periodo previsto nella seconda metà del mese di ottobre. Ma è comunque indicativo del fatto che buona parte della produzione che un tempo veniva realizzata a Pontedera, adesso non esiste più». «D'altro canto, però - continua il sindacalista - anche l'indotto ha le sue colpe. Molti figli di quegli imprenditori che hanno fatto la storia di questo territorio, legandosi a Piaggio e contribuendo a rendere unici i suoi prodotti, non sono stati in grado di far fruttare l'eredità dei genitori. In alcuni casi si assiste a guerre fra loro che non rendono facili le scelte a Piaggio e che spesso mettono in difficoltà anche il sindacato». L'idea lanciata dal tavolo unitario è anche quella di facilitare l'arrivo di nuove aziende metalmeccaniche nell'area d'insediamento produttivo nei dintorni dello stabilimento Piaggio. A.Q.
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