La manifestazione
Finte pratiche per i clandestini
Sabrina Chiellini
Firme e documenti falsificati che arrivavano a costare anche 1.500 euro
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CASTELFRANCO DI SOTTO. È accusato di aver falsificato documenti e firme, in cambio di soldi, per consentire ad almeno una ventina di extracomunitari di regolarizzare la loro posizione in Italia, attestando che avevano un lavoro che esisteva solo sulla carta. L'aver aggirato la sanatoria riservata a colf e badanti ha così portato in carcere un artigiano. Ad arrestarlo sono stati i carabinieri di Castelfranco dopo mesi di indagini.
L'altra mattina i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Pisa, nei confronti dell'artigiano edile Stefano E., 35 anni, di Castelfranco di Sotto, in passato titolare di un'agenzia immobiliare situata nel centro del paese. L'uomo è stato indagato per uso di atto falso, sostituzione di persona e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In sostanza, l'artigiano si sarebbe fatto consegnare da mille a millecinquecento euro da ogni extracomunitario, promettendo di aiutare i clandestini a regolarizzare la loro posizione nel nostro Paese.
Il trentacinquenne ha quindi presentato almeno 24 domande di emersione, risultate poi completamente fasulle. Molti dei lavoratori risultavano assunti alle dipendenze dell'imprenditore stesso come domestici. Altri, secondo i documenti fittizi, erano dipendenti della moglie dell'artigiano arrestato. Altri ancora, dalla documentazione, risultavano al lavoro a casa di persone che sono cadute dalle nuvole quando sono state chiamate dai carabinieri, nel corso delle indagini.
Tante richieste di sanatoria (presentate l'autunno scorso) riconducibili agli stessi presunti datori di lavoro hanno fatto scattare i primi sospetti. I carabinieri hanno approfondito la situazione e scoperto che i documenti contenevano dati fasulli. Sono poi stati sentiti gli immigrati ed è così emerso che l'artigiano aveva intascato soldi per presentare domande poco credibili e che alla resa dei conti non li hanno aiutati ad ottenere il permesso di soggiorno.
L'altra mattina i militari hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del tribunale di Pisa, nei confronti dell'artigiano edile Stefano E., 35 anni, di Castelfranco di Sotto, in passato titolare di un'agenzia immobiliare situata nel centro del paese. L'uomo è stato indagato per uso di atto falso, sostituzione di persona e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. In sostanza, l'artigiano si sarebbe fatto consegnare da mille a millecinquecento euro da ogni extracomunitario, promettendo di aiutare i clandestini a regolarizzare la loro posizione nel nostro Paese.
Il trentacinquenne ha quindi presentato almeno 24 domande di emersione, risultate poi completamente fasulle. Molti dei lavoratori risultavano assunti alle dipendenze dell'imprenditore stesso come domestici. Altri, secondo i documenti fittizi, erano dipendenti della moglie dell'artigiano arrestato. Altri ancora, dalla documentazione, risultavano al lavoro a casa di persone che sono cadute dalle nuvole quando sono state chiamate dai carabinieri, nel corso delle indagini.
Tante richieste di sanatoria (presentate l'autunno scorso) riconducibili agli stessi presunti datori di lavoro hanno fatto scattare i primi sospetti. I carabinieri hanno approfondito la situazione e scoperto che i documenti contenevano dati fasulli. Sono poi stati sentiti gli immigrati ed è così emerso che l'artigiano aveva intascato soldi per presentare domande poco credibili e che alla resa dei conti non li hanno aiutati ad ottenere il permesso di soggiorno.
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