Attenzione
Un libro di David De Filippi e le rime di Guido Genovesi sulla vita di Elkann
Un pizzico di Pontedera per Lapo
Andrea Lanini
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Guido Genovesi 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. In copertina, un Lapo pensoso, preromantico, palmo della mano sinistra appoggiato alla guancia, giacca grigia, cravatta nera, grande cappello fuxia, gli occhi puntati chissà dove, su chissà chi. In quarta di copertina, i versi di Guido Genovesi, che lo rincorrono, lo celebrano, con rime baciate che, senza temere di ripercorrere gli scomodi vizi di cui il gossip si è pasciuto per mesi ("Non giudico i tuoi gusti e la tua trans-gressione/ Se amavi sniffar coca abbinata col tranvione..."), finiscono per celebrarne la simpatia, l'eleganza, la tenera inadeguatezza da rampollo scalcagnato, dalla vita privata zoppicante come la deambulazione del famoso nonno. Che personaggi: l'Agnelli e il Genovesi, il newyorkese-torinese e il pontederese, l'ardito manager-esteta e l'uomo di spettacolo, il primo che le combina grosse e il secondo che gliele canta con la metrica. In mezzo, la nuova opera di David De Filippi, dal titolo "Lapo Elkann. Il Forrest Gump italiano" (Aliberti Editore), dall'altro ieri in tutte le librerie. Come ci è finito Guidino dentro una biografia di Lapo? uno si chiede. Semplice. Lo scrittore e giornalista De Filippi, anche lui toscano (di Carrara), un bel giorno vede Genovesi che su Canale 5 ripercorre l'infausta eliminazione dal Grande Fratello: anche lì, con una poesia. Scocca la scintilla. «Mi chiama David», racconta Guido, «e mi fa eh, ti ho visto in tv, bellina quella poesia sul Grande Fratello, perché non me ne fai una su Lapo per il mio libro?». Genovesi ha detto subito di sì, dammi 10 minuti e vediamo se butto giù qualcosa. «I versi son saltati fuori in un attimo. Lapo è un bel personaggio, umano, umile, autoironico. Il prossimo passo? Magari una presentazione tutti insieme, magari a Pontedera: David, Lapo e io...». Chi se la perderebbe?
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