Il Tirreno

Pontedera

Ringrazia gli agenti che arrestano il marito violento

Una Volante della polizia durante un controllo in città
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Una Volante della polizia durante un controllo in città

La donna si è rivolta al commissariato: l'incubo durava da oltre un anno

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 PONTEDERA. VA dagli agenti e li ringrazia perché le hanno arretstao il marito: la picchiava e la maltrattava. Malmenava anche il figlio piccolo. Era finito in cella, per questo. POi, una volta libero aveva ripreso. E poi si era reso irreperibile: trovato, è stato arrestato e portato in carcere.  La storia ha come protagonista un cittadino marocchino di 28 anni, in possesso di regolare carta di soggiorno, muratore, residente a La Rotta: al ritorno in Italia, è stato arrestato dalla polizia del commissariato di Pontedera. Da tempo malmenava sua moglie. In un caso procurò lesioni a suo figlio di pochi anni, gravemente cardiopatico e in cura al Meyer di Firenze.  La donna, preoccupata dell'escalation di violenza, soprattutto per le conseguenze sul figlio, decise di chiedere aiuto alla Polizia, che effettuò diversi interventi, finché, nel giugno dello scorso anno, arrestò il marito nella flagranza dei reati di violenza e lesioni, anche nei confronti dei poliziotti intervenuti.  Sottoposto a giudizio direttissimo, il marocchino fu scarcerato dopo il processo, ma continuava a malmenare la donna e il figlio.  Sulla base della sua pericolosità - l'uomo aveva diversi precedenti per reati di violenza e continuava nella sua condotta violenta nei confronti della famiglia - il commissariato chiese e ottenne un ordine di custodia cautelare, al quale il marocchino si sottrasse rendendosi irreperibile.  L'attività investigativa e di informazione degli agenti della polizia ha portato a scoprire che l'uomo era tornato in Marocco. Ma al suo rientro in Italia, nella serata di mercoledì scorso, il latitante è stato bloccato dalla Polizia, arrestato e portato in carcere. Ieri, al commissariato di piazza Trieste si è rivolta la moglie dell'uomo. Insieme al bimbo ha voluto ringraziare gli agenti per averli liberati dall'incubo di un marito e padre padrone, violento e alcoolizzato.  Al marocchino è stata anche revocata la carta di soggiorno e alla scadenza del periodo detentivo verrà coattivamente accompagnato al proprio paese d'origine.

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