Attenzione
Tanti i fronti caldi che investono lindotto della Casa della Vespa
Tmm, è allarme occupazione in portafoglio zero commesse
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Uno sciopero degli operai della Tmm di Pontedera 2 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Serve un'accelerazione. Dopo più di due anni in frenata sarà difficile attraversare il 2011 con lo stesso passo senza perdere pezzi del tessuto produttivo. È il timore che alimenta la ritrovata sintonia tra i sindacati dei metalmeccanici. Servono commesse. L'allarme suona su più fronti. Il più caldo è alla TMM. Per novembre non ci sono ordinativi di marmitte in portafoglio. Insomma, ad oggi i volumi produttivi sono così bassi da non giustificare la marcia delle linee. E ciò in uno stabilimento che dal febbraio del 2009 cerca di tenere botta con contratti di solidarietà che coinvolgono 95 dei 107 addetti, tra operai e impiegati. Ammortizzatore che scade il prossimo febbraio. Tra i fronti di maggior peso, legati a doppio filo alle commesse Piaggio, c'è quello delle Officine Ristori, una quarantina gli addetti in "cassa". Stesso regime anche alla Pieracci dove la prospettiva a breve per gli 80 addetti è la definizione di contratti di solidarietà. Una formula, quest'ultima, con cui alla Mitshuba si marcia dallo scorso anno. Anche alla Bib di Calcinaia si prova a traghettare oltre le secche della crisi con la "cassa". Mentre alla Donati per i sindacati si tratta di definire il dopo cassa integrazione ordinaria evitando di far scivolare parte degli addetti nell'elenco degli esuberi. A preoccupare è il rallentamento del passo di Piaggio, a colpi di periodi di cassa integrazione: sono circa 450 gli addetti delle Meccaniche interessati dallo stop dal 18 al 29 ottobre. Serve una ripresa e forse una spinta può arrivare dalla promessa riapertura degli incentivi per le due ruote. Una spinta almeno per il breve periodo.
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