Finanza
A centinaia arrivano in ritardo al mattino: gli orari dei mezzi di trasporto non sono stati adeguati
Gli studenti perdono il bus
Paola Silvi
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Un gruppo di studenti alluscita di scuola mentre va a prendere lautobus Con le lezioni da 60 minuti all'uscita il pullman non c'è
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PONTEDERA. Sono i minuti a fare la differenza. Una manciata di secondi in più o in meno pregiudica la mattinata scolastica. All'entrata e all'uscita. Restare in classe fino al suono dell'ultima campanella significa rischiare di tornare a casa due ore dopo. Ma anche affidarsi al bus di sempre vuol dire mettere in conto giustificazioni e ritardi su ritardi. Sono le strane equazioni che gli studenti pendolari stanno imparando a gestire. Le potenti congiunzioni che stanno tentando di arginare. Ed è l'ennesimo disagio provocato dalla riforma Gelmini che reintroducendo le lezioni di 60 minuti impone una riorganizzazione delle tabelle di marcia. In pratica l'arrivo e la partenza dei mezzi pubblici non combacia con l'orario di inizio e di fine della scuola. Al Fermi, gli insegnanti aspettano i ragazzi alle 7.50 ma chi scende dall'autobus all'angolo di via Firenze alle 7.43 circa, salta immancabilmente l'appello. Neanche un centometrista allenato riuscirebbe a presentarsi in aula in orario. «Le discrepanze non toccano tutte le linee - confermano dalla segreteria del Fermi - ma chi abita a Peccioli, Lari e Ponsacco deve mettere in conto un ritardo perenne». E così fioccano i permessi permanenti. «Per andare incontro a questi studenti, chiediamo ai genitori di riempire un documento che certifichi l'entrata posticipata. Le famiglie devono allegare alla richiesta la fotocopia dell'abbonamento e dell'orario del pullman». Per il momento sono una trentina le domande che affollano le scrivanie degli addetti ai lavori ma il flusso di giustificazioni non si arresta. Stessa soluzione anche per i pendolari dell'Iti Marconi. Un esercito di adolescenti che, oltre allo scatto da velocista della mattina, con spintoni e sgomitate compresi, deve affrontare anche la corsa delle 13. «Gli autobus - spiega il preside Pier Luigi Robino - partono dal villaggio scolastico intorno a quell'ora. La nostra campanella suona alle 12.55. C'è un margine troppo limitato». E chi manca all'appuntamento deve aspettare il passaggio di quello delle 14. Che prolunga l'arrivo a casa di almeno un'altra oretta. Vita difficile anche per i tecnici di quelle 8 classi che terminano le lezioni alle 13.20. «I tragitti più critici - aggiunge Robino - riguardano Orciano, Chianni e Collesalvetti». Ma i volterrani e i capannolesi non se la passano meglio. «Il loro autobus ferma alla stazione intorno alle 7.50. Impossibile essere a scuola alla stessa ora». Indice puntato sui mezzi del Cpt anche al Montale dove si ripropone il medesimo problema. In ballo, tra sveglie che suonano all'alba e ritorni del tardo pomeriggio, ci sono centinaia di ragazzi che studiano a Pontedera ma che vivono nei paesi vicini. Con punte di pendolarismo che al Marconi, tanto per fare un esempio, toccano il 76% dei frequentati.
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