Gioco
Università di Pisa, via alle assunzioni di ricercatori e amministrativi
2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il cda dell’Università ha deliberato l’assunzione di 89 precari tecnici amministrativi e i concorsi per 69 ricercatori a tempo indeterminato. Ora è una gara contro il tempo. I bandi per i ricercatori devono essere pubblicati prima dell’approvazione del ddl Gelmini in Parlamento: quella riforma, infatti, abolisce la figura del ricercatore a tempo indeterminato.
Inoltre, il contratto per gli stabilizzandi decorrerà dal 16 dicembre. E così si schivano due ostacoli: dopo la fine dell’anno, la legislazione vigente impedisce nuovi reclutamenti e scade l’accordo per le assunzioni firmato dall’Università con la Dpl, Direzione provinciale del lavoro. La misura approvata in cda accoglie quasi tutte le richieste che il senato accademico aveva votato il 6 luglio scorso. Mancano solo 17 ricercatori, che è esattamente il numero di posti che si riesce a coprire con i cosiddetti “fondi Mussi”.
Il rettore Marco Pasquali ha espresso la propria soddisfazione per la decisione assunta dal cda; ha poi precisato che «la delibera è conseguente all’accertamento delle condizioni economico-finanziarie che permettono la sostenibilità dell’operazione», dando seguito agli impegni assunti. Contro il mancato rispetto dei patti con la Dpl, il coordinamento degli stabilizzandi amministrativi aveva intentato un ricorso contro l’università. Il giudice del lavoro, Elisabetta Tarquini, la settimana scorsa ha rinviato l’udienza al 12 ottobre per attendere gli sviluppi del cda. I precari vedono nelle «verifiche del giudice, la garanzia che la delibera non sia più disattesa».
Inoltre, il contratto per gli stabilizzandi decorrerà dal 16 dicembre. E così si schivano due ostacoli: dopo la fine dell’anno, la legislazione vigente impedisce nuovi reclutamenti e scade l’accordo per le assunzioni firmato dall’Università con la Dpl, Direzione provinciale del lavoro. La misura approvata in cda accoglie quasi tutte le richieste che il senato accademico aveva votato il 6 luglio scorso. Mancano solo 17 ricercatori, che è esattamente il numero di posti che si riesce a coprire con i cosiddetti “fondi Mussi”.
Il rettore Marco Pasquali ha espresso la propria soddisfazione per la decisione assunta dal cda; ha poi precisato che «la delibera è conseguente all’accertamento delle condizioni economico-finanziarie che permettono la sostenibilità dell’operazione», dando seguito agli impegni assunti. Contro il mancato rispetto dei patti con la Dpl, il coordinamento degli stabilizzandi amministrativi aveva intentato un ricorso contro l’università. Il giudice del lavoro, Elisabetta Tarquini, la settimana scorsa ha rinviato l’udienza al 12 ottobre per attendere gli sviluppi del cda. I precari vedono nelle «verifiche del giudice, la garanzia che la delibera non sia più disattesa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
