Italia
DAddona: era praticamente dimenticato, in questo modo lo valorizziamo nella vetrina principale del paese
Trasloca la "civetta", è polemica
Francesca Suggi
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Una foto storica del 1970 che ritrae linaugurazione del monumento alle civette Il monumento spostato dal sindaco nella piazza rinnovata scatena gli storici
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CRESPINA. Dopo quasi mezzo secolo il monumento alla civetta trasloca e gli storici del paese protestano. Il trasferimento e l'inaugurazione del bronzo dello scultore Angelo Biancini è in programma questa mattina nella piazza tutta rinnovata davanti al Comune, proprio in occasione della ultrasecolare festa delle civette che cade con il giorno dedicato al patrono San Michele. A segnalare l'anomalo trasferimento è Maurizio Camarlinghi, autore di diversi libri sul Comune, ex assessore. «Cambiare il collocamento del monumento è come cambiare la storia del paese», afferma. Sfogliando uno dei suoi volumi salta fuori un capitolo dedicato alla fiera che già nel 1788 trova spazio del manoscritto di Giovanni Mariti "Odeporico delle colline pisane". Un evento che getta le radici nella notte dei tempi crespinese, quindi e che nel passato si svolgeva nel Borgo, dove appunto fino a l'altro ieri il monumento inaugurato nel 1970 si trovava, ovvero lo spazio vicino alla chiesa del San Michele. Da anni ormai la festa ha lasciato l'antica sede per impazzare nella piazza del Monumento ai Caduti. «E' come andare a Roma e chiedere di spostare il Colosseo - continua Camarlighi - Il monumento voluto dal fondatore della Pro loco Guido Ragli ha un senso là dove era collocato, così è immortalato nelle foto storiche perché deve ricordare l'antica festa. In questo modo si va perdendo la memoria storica della festa secolare». E aggiunge: «Inoltre sarà intitolata una strada a Ragli che più di altri aveva voluto il monumento là dove è stato spostato, anche questo mi sembra un controsenso». Ma la volontà dell'amministrazione, rispetto al trasloco della civetta in bronzo, va proprio nella direzione opposta. Quella di valorizzare il monumento, il suo significato, il senso che nella storia ha avuto. «E che oggi con la nuova collozione la gente rischiava di perdere, considerato il fatto che nessuno praticamente notava la scultura lassù nella piazza del San Michele, dove addirittura adesso c'è un cantiere in corso che durerà un bel po' di tempo», spiega il sindaco Thomas D'Addona. In soldoni quello che per Crespina è il simbolo di una festa ultrasecolare rischiava di restare invisibile ai più. «Addirittura ci sono persone in Cenaia che neppure sanno che esiste il monumento - rincara sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Pro loco Luca Vannini - Senza contare che quella collocazione aveva un senso quando 20 anni fa la fiera si svolgeva nel borgo, dove era la scultura. Oggi non è più così, quindi». Vannini non manca di sottolinare che posizionare il monumento nella rinnovata "vetrina" di Crespina, piazza Cesare Battisti appunto, è un chiare segnale di valorizzazione dell'opera. «In questo modo - continua - sarà molto più visibile da chi viene in Comune, da chi passa, da tutti insomma». Polemiche a parte, oggi impazza la fiera a Crespina. Accanto al monumento delle civette sarà anche inaugurata una targa che riporta uno stralcio di una comunicazione dell'autore Biancini. In più sarà intitolata una strada anche a Guido Ragli, fondatore della Pro loco e uno dei sostenitori del monumento alla civetta. «In preparazione c'è anche una pubblicazione anastatica a tema», conclude il sindaco.
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