Proteste
Task force contro gli evasori
Paola Silvi
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La sede dellAgenzia delle Entrate nel Dente Piaggio a Pontedera A caccia di chi non paga Ici e suolo pubblico
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PONTEDERA. Contro l'evasione fiscale scende in campo un ulteriore strumento d'indagine. Il consiglio tributario. Un'interfaccia fra Comune, Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza che permetterà di incassare, per il momento, il 33% dei soldi recuperati. Poi dal 1 gennaio 2011, il 50%. Il termine per istituirlo è appena scaduto e Pontedera anticipa gran parte degli enti locali della provincia. Il consiglio comunale, nella seduta di ieri, ne ha approvato la costituzione e il consiglio tributario sta movendo i primi passi. Questo nuovo organismo potrà operare in due modi. Su segnalazione di agenzia delle entrate o Guardia di Finanza esaminando le copie delle dichiarazioni dei redditi per l'eventuale integrazione. Ma potrà anche raccogliere dati indicativi di capacità contributiva delle persone che risiedono nel Comune o che, se non residenti, vi possiedono beni o vi svolgano attività, rimettendo le conclusioni all'Agenzia delle Entrate. Il consiglio sarà composto da 10 esperti, eletti a scrutinio segreto dal consiglio comunale. Ma non rischierà di trasformarsi in un costo aggiuntivo perché la retribuzione dei membri sarà pari a zero. «La finalità del consiglio - dice Marco Papiani, assessore al bilancio del comune di Pontedera - deve essere quella di perseguire l'utilità sociale. Tanto che stiamo pensando di operare a livello di Unione della Valdera». Sarà insomma un secondo passaggio nel percorso che porta alla luce il sommerso non dichiarato. E se da una parte il Comune recupera le tasse di sua competenza, dall'alta segue le direttive del consiglio, oppure collabora nel segnalare eventuali anomalie che l'ente andrà ad approfondire. «La lotta all'evasione - rincara la dose Papiani - è un elemento funzionale perché permette di superare l'impasse dovuta ai tagli e ai minori entroiti delle casse comunali». Come dire, reintegrare l'evaso offre ai comuni una possibilità di respiro. Che prontamente viene ridistribuita. «Non solo si lavora per ridurre l'evasione - continua Papiani - ma le tasse recuperate servono per non tagliare i servizi sociali alla persona». E i numeri parlano chiaro. «L'anno scorso - snocciala dati l'assessore - abbiamo recuperato 800mila euro di evasione sull'Ici, a fronte di un'entrata complessiva pari a 8 milioni di euro». Il comune mantiene saldo il controllo fiscale nell'ambito della gestione dei tributi locali. «40mila euro invece sono state rastrellate dalle tasse sull'occupazione del suolo pubblico», continua Papiani. I distratti e i furbetti del fisco allora sono avvertiti. I margini di evasione si restringono sempre di più. E le stime di recupero per quest'anno confermano il trend. «Il nostro obiettivo è quello di reintegrare un 10-15% sul totale dei ricavi. Che però si trasforma in una capacità dell'80% di far sborsare agli evasori le imposte non pagate». Ma le prospettive di incasso rimangono identiche al passato anche perché la città non ha avuto un incremento edilizio rilevante. «La riscossione - specifica Papiani - coinvolge le seconde case, i fondi commerciali e gli immobili industriali. In città non c'è stato uno sviluppo in tali settori». E, a conti fatti, a Pontedera non sembrano abitare i super truffatori. «I cittadini che evadono, raramento lo fanno in maniera premeditata. Piuttosto sono stati mal consigliati o compilano i moduli distrattamente», conclude.
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