Il Tirreno

Pontedera

Per la riservatezza neppure una targa a indicare la sede della Fondazione in centro a Pontedera

L'ascolto col velo dell'anonimato

Una iniziativa di Charlie, con Alessandro Benvenuti
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Una iniziativa di Charlie, con Alessandro Benvenuti

Una volontaria: «Ho imparato a vedere la realtà oltre le parole»

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 PONTEDERA. I locali dove Charlie risiede e opera sono sempre gli stessi da oltre 15 anni. Non c'è una targa che indichi la sede del Telefono amico, nel centro di Pontedera. La filosofia del servizio impone un velo di riservatezza che sprigiona anche dai suoi operatori.  La filosofia del servizio impone un rigoroso anonimato. Perciò i volontari sono piuttosto schivi ad apparire in pubblico o a rivelarsi nel ruolo. «Con Charlie ci siamo incontrati tre anni fa, in un momento della mia vita piuttosto spento e lento, in cui mi sentivo intrappolata in un freddo grigiore - racconta una volontaria -. Conoscevo una ragazza che aveva effettuato il servizio civile presso Charlie Telefono Amico e i suoi racconti mi trasmettevano allegria e curiosità. Così ho seguito il mio istinto e mi sono iscritta al corso di formazione, il resto è stato una naturale piacevole conseguenza di cui ancora oggi sono molto soddisfatta». Che aggiunge: «Tutto quello che ho imparato qui ha modificato la persona che ero perché Charlie mi ha accompagnato a stringere la mano degli altri e mi ha insegnato a vedere una realtà dietro alle parole di ogni persona».

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