Il dolore
Insistono i dissidenti del Ccn
Giacomo Pelfer
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Uno scorcio del centro storico di San Miniato Resiste l'ipotesi di un'associazione di commercianti del centro
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SAN MINIATO. E' un settembre caldo per il commercio a San Miniato. Mentre l'amministrazione rimane alla finestra a guardare, va in scena una sorta di resa dei conti tra gli esercenti. Da una parte il Centro commerciale naturale, dall'altra un gruppo di dissidenti, eredi in parte della guerra contro la ztl, che adesso prova timidamente ad uscire allo scoperto. Lunedì si è tenuta la seconda riunione dei commercianti che non si riconoscono nel Ccn. Tra gli invitati, anche la presidente del Centro commerciale naturale Patrizia Manetti, già esclusa dalla precedente riunione. Manetti ha preferito non presentarsi, inviando al suo posto una lettera, per spiegare che non parteciperà a riunioni indette da commercianti che non hanno il coraggio di dichiararsi in prima persona. L'obiettivo dei dissidenti è quello di creare un'associazione di commercianti e artigiani del centro storico, anche se al momento non è dato sapere quanti e quali esercenti avrebbero già aderito. L'unico punto dichiarato riguarda l'assoluta centralità del centro storico, senza ingerenze dalle frazioni, in evidente contrapposizione con il Ccn. «Un'associazione che si occupi solo dei problemi del centro - spiega Manuela Giorgi parlando a nome dei dissidenti -. Un organismo autonomo rispetto al Ccn. «Perché l'uno non esclude l'altro», dice Giorgi. Al di là di tutto, però, è evidente il sapore della sfida, lanciata in aperta opposizione a Manetti. Una guerra giocata sui numeri, sulle adesioni da una parte all'altra della barricata. Da questo punto di vista, è giusto provare a mettere un po' d'ordine, sfruttando gli unici numeri ufficiali attualmente disponibili. Cioè quelli del Ccn, al quale hanno aderito 44 commercianti. Di questi, 36 sono nel centro storico, tra cui gli alberghi, gli affittacamere e i ristoranti. Chi lavora con i turisti, in pratica, ha scelto il Ccn. Sono 8, invece, gli esercenti esterni, di cui 3 de La Scala, più altri 5 tra agriturismi e ristoranti sulle colline. Il clima che si respira nella maggioranza dei commercianti, tuttavia, è di stanchezza verso le continue polemiche che certo non sono un toccasana per i problemi di San Miniato.
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