Sicurezza
«Una lotta più determinata contro l'illegalità che mina le basi dell'intero distretto»
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Aumentano i controlli della guardia di finanza per combattere il lavoro nero Dura presa di posizione delle imprese di lavorazione conto terzi dopo i 18 operai al nero sorpresi in un'azienda di Castelfranco
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SANTA CROCE. Più controlli e più determinazione nell'opera di repressione, perché le situazioni illegali e illecite fanno male all'intero settore. Il distretto ha invece bisogno di altro. Ha la necessità di progetti che rilancino il sistema produttivo locale nel segno della qualità. È questa, in sintesi, la posizione dell'Assa di Santa Croce, l'associazione delle imprese di lavorazione conto terzi, dopo il blitz dell'altro giorno di Guardia di Finanza e Direzione provinciale del lavoro in un'azienda di pellami di Castelfranco, dove sono stati sorpresi al lavoro ben 18 operai al nero, fra cui due extracomunitari privi del permesso di soggiorno e un minorenne. «Da tempo - afferma il consiglio direttivo dell'Assa - denunciamo situazioni e comportamenti dubbi che gettano ombre sulla correttezza professionale di alcuni imprenditori del settore e del comparto specifico. Elementi di forte criticità hanno condizionato la crescita delle nostre aziende, che, oltre a carenze strutturali ed organizzative, scontano problemi di sovradimensionamento numerico. Come associazione siamo impegnati da anni in un percorso di riqualificazione del comparto che, preme ricordare, da sempre garantisce al sistema concia del distretto professionalità e flessibilità. La situazione di incertezza che continua a gravare sul settore, non aiuta lo sviluppo di progetti di integrazione indispensabili per il recupero di competitività; a questo si aggiunge la totale assenza di elementi innovativi utili a generare stimoli indispensabili per una crescita imprenditoriale di tutto il settore. In questo contesto, si assiste ad un generale degrado e conseguentemente ad un dilagare di fenomeni di concorrenza sleale più volte da noi denunciati. Per reprimere gli stessi, non resta che invocare le istituzioni preposte a svolgere con determinazione la loro azione di controllo per attivare tutte le azioni utili alla repressione di tali fenomeni». Secondo l'Assa, i progetti importanti di cui il distretto conciario è protagonista, poggiano sulla convinzione che il sistema produttivo locale si distingue per la qualità dei prodotti finiti. «Forti di quella qualità tanto decantata - prosegue il consiglio dell'Assa - è auspicabile ed opportuno che tutte le parti sociali presenti sul territorio e soprattutto rappresentative della categoria del conciario, prendano le distanze da chi svolge attività che non possono in alcun modo essere ritenute lecite. La tutela del "made in Italy" invocata da tutti passa anche attraverso questi percorsi e non è comprensibile né tantomeno accettabile, che da un lato si promuova il territorio ed il distretto come esempio di sviluppo sostenibile e dall'altro si continui ad alimentare una concorrenza sleale che rischia di degenerare fino al punto di ostacolare nei fatti qualsiasi azione di sviluppo». In questo contesto, secondo le imprese di lavorazione conto terzi, il settore conciario rischia seriamente di perdere pezzi importanti di filiera a vantaggio di chi non perde occasione per dimostrare la propria inadeguatezza imprenditoriale e professionale. «Le ripercussioni negative - è l'allarme - non tarderanno a manifestarsi non soltanto sul piano economico ma anche e sopratutto sul piano sociale».
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