Il Tirreno

Pontedera

Un comitato anti-Consorzio

Giacomo Pelfer
Ismaele Ridolfi
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Ismaele Ridolfi

Orentano, Staffoli, Galleno e Villa Campanile si coalizzano

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 CASTELFRANCO DI SOTTO. Nasce il comitato dei ricorrenti contro il Consorzio di bonifica Auser-Bientina. Un comitato spontaneo, per unire, all'interno di un'unica organizzazione, tutti i cittadini che non accettano di pagare un tributo considerato ingiusto e illegale. Un'idea che parte da Orentano, patria di decine di ricorsi, per estendersi poi a tutte le altre località delle Cerbaie che fanno capo al Consorzio di bonifica del Bientina.  Ad annunciarlo è Paolo Del Seta, ex consigliere comunale, tra i leader storici nella disputa che da dieci anni contrappone gli orentanesi al Consorzio. «Ci stiamo organizzando - racconta - decideremo nei prossimi giorni come gestire questo nuovo organismo che vogliamo creare. Dopodiché, comunicheremo alla cittadinanza la data della prima riunione e tutti i recapiti telefonici per aderire o per avere informazioni».  L'obiettivo è quello di dare maggiore forza, soprattutto comunicativa, alla battaglia contro l'odiato tributo, e dimostrare anche che l'opposizione al Consorzio è tutt'altro che isolata. Pochi mesi fa, infatti, il presidente Ismaele Ridolfi aveva parlato di Orentano come un «caso unico nel suo genere, alimentato da precisi giochi e interessi politici». In questo modo, invece, i circa quaranta cittadini di Orentano che hanno presentato ricorso negli anni scorsi si uniranno in maniera definitiva ai colleghi degli altri paesi. «In particolare con Staffoli - dice Del Seta - dove i ricorsi sono circa una quarantina come da noi. Con loro abbiamo già un accordo, ma con la nascita del comitato vogliamo rivolgerci anche ai cittadini di Galleno e Villa Campanile».  È l'ultimo strumento scelto dai ricorrenti per controbattere alle ragioni del Consorzio e dimostrare l'inesistenza di una qualunque forma di beneficio dalla sua attività. Una battaglia che prosegue da dieci anni, ma che si è riaccesa improvvisamente negli ultimi mesi, dopo che alcuni ricorrenti della zona si sono visti recapitare le ingiunzioni di pagamento da parte di Equitalia. Il tutto, condito dalla minaccia del fermo amministrativo del veicolo.  Il più recente spunto di confronto arriva proprio in questi giorni dal nord, più precisamente dal Veneto, dove un tribunale avrebbe sospeso il tributo al Consorzio di bonifica in quanto già inserito all'interno delle cartelle esattoriali dei gestori idrici. «Nel nostro caso, quindi - spiega ancora Del Seta - il tributo richiesto dal Consorzio sarebbe già versato attraverso le cartelle di Acque spa. Il decreto legislativo numero 152 del 2006, tuttavia, vieta che si paghi due volte a soggetti diversi per lo stesso servizio. Chiediamo quindi al presidente del Consorzio di spiegare per quale motivo, anziché mandare le bollette a noi, non le invia direttamente ad Acque spa».

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