Il Tirreno

Pontedera

I PROGETTI

Quel cibo che avanza

P.S.

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 PONTEDERA. L'educazione alimentare al centro della tavola. Sono tanti i progetti che ruotano intorno al cibo. Per sensibilizzare le famglie e i baby buongustai ad una nutrizione corretta.  Per prevenire ed arginare squilibri fisici. Per promuovere il concetto di salute declinato nella cura di un orto a due passi dalla classe, nell'osservazione della natura e nella storia degli ingredienti.  E per sviluppare una didattica sperimentale fatta di gite nelle aziende agricole e nelle fattorie della zona. «Ogni anno - spiega Giovanni Forte direttore dell'Unione della Valdera - proponiamo molti percorsi formativi alle scuole di tutti gli ordini e gradi. Coinvolgere gli alunni in queste occasioni e riflessioni legate a ciò che mangiamo sviluppa una maggiore consapevolezza anche nelle famiglie. Offre la possibilità di cambiare le abitudini alimentari sbagliate e migliorare i propri stili di vita. Ma non solo. Educa i bimbi a comportamenti sani, accresce la capacità critica ed evidenzia l'importanza della filiera corta».  Gli effetti della riforma. L'effetto dei tagli Gelmini non risparmia neppure il servizio mensa. La riduzione del tempo pieno si accompagna ad un calo di pasti giornalieri e ad un minor utilizzo degli impianti. Si sente così il bisogno di una razionalizzazione delle strutture esistenti.  «Le cucine centralizzate che preparano il cibo da sporzionare nelle singole mense scolastiche - spiega Giovanni Forte - se prima producevano 10mila pasti, oggi sono scese a 7mila. L'Unione sta predisponendo un piano che intende sfruttare questa capacità, rimasta immutata nonostante le restrinzioni d'obbligo, per sostitutire i pasti preconfezionati. In questo modo il cibo rimarrebbe sotto il controllo del nostro territorio e migliorerebbe la qualità».  Ma non è finita qui. Un'altra idea da realizzare riguarderebbe i pasti non consumati. «Gli alimenti avanzati, invece di essere buttati, potrebbero servire a sfamare gli animali della zona. Quando sorgerà il rifugio canile intercomunale a Peccioli - conclude Forte - potrebbe essere quella la soluzione privilegiata contro lo spreco».

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