Sicurezza
Mensa che vai, prezzo che trovi
Paola Silvi
Una giungla: i costi variano in ogni Comune e per tipo di istituto
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PONTEDERA. Un primo, pasta o minestra. Un secondo, il contorno, la frutta. A volte yogurt e anche un dolcino. Il pranzo negli istituti comprensivi della Valdera è servito. E non conta che il servizio sia dato in appalto a diverse società miste o private, rientra comunque nella sinergia di gestione messa in campo dall'Unione. Anche se i costi variano di città in città e a seconda del tipo di scuola. In generale alle materne, le mamme e i papà spendono meno. Alle elementari e alle medie invece "il rancio" può raggiungere anche le 5 euro. E' il caso di Calcinaia, Crespina e Santa Maria a Monte. A colpi di centesimi, ogni amministrazione fissa i suoi prezzi e le cifre spaziano da 1,54 euro della scuola dell'infanzia di Crespina alle 5,30 euro di Lari. In mezzo Peccioli che fa sedere al tavolo baby di materne, elementari e medie con 2 euro e Terricciola che assesta la spesa dalle 2,20 alle 3,50 euro. Ognuno insomma ha il suo metodo, le proprie eccezioni e agevolazioni, in un valzer di numeri e conteggi con cui il genitore deve prender confidenza. La maggior parte delle volte però la tariffa del menù è stabilita in base all'Isee da allegare al momento della consegna della domanda d'iscrizione. Per le famiglie più indigenti ogni amministrazione prevede l'esonero dalle rette o fasce di pagamento che possono sfiorare anche la riduzione di tre quarti del valore iniziale. Perché i parametri dell'Isee, nemmemo a dirlo, cambiano da Comune a Comune. E i pasti oscillano fra un massimo e un minino, fra i redditi che dettano legge. Ci sono poi "misure straordinarie" adottate da alcuni comuni, che azzerano l'importo per chi non ce la fa. Destinate ai figli di licenziati, cassaintegrati, persone con contratti a termine non rinnovati e a tutti coloro che sono giudicati bisognosi d'aiuto da una commissione sociale. Con la possibilità di aggiornare in tempo reale la loro posizione per avere bollette più favorevoli. In altri casi invece i pasti si vendono a blocchi, a seconda di quante volte il bambino mangia a scuola. Oppure spicca un valore limite, una soglia, oltre al quale le famiglie non possono spendere. Qualche amministrazione infine prevede dei veri e propri sconti famiglia, del tipo "prendi tre-paghi due", magari per chi ha più bambini nello stesso istituto comprensivo. E come per il pagamento del pasto anche l'inizio effettivo del servizio mensa varia da territorio a territorio. Il primo in assoluto ad aver battuto tutti sul tempo è stato il comune di Terricciola che ha dato il via alla refezione il 17 settembre. Pontedera ha rincorso mettendo tutti a tavola, piccoli e grandicelli, già da lunedì mentre a Ponsacco e nella maggioranza dei paesi della Valdera si partirà definitivamente la prossima settimana, il 27 settembre. Fanalino di coda nell'organizzazione del servizio Palaia che farà accomodare i propri ospiti dietro ai piatti di pasta e carne solo da lunedì 4 ottobre.
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