Il Tirreno

Pontedera

Il lavoro cementa i sindacati

Manolo Morandini
Alla Piaggio si è tenuta la prima di una serie di assemblee sindacali unitarie
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Alla Piaggio si è tenuta la prima di una serie di assemblee sindacali unitarie

Assemblea unitaria in Piaggio: chiarezza sul futuro

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 PONTEDERA. La paura di un'emergenza occupazionale fa ritrovare l'unità ai sindacati dei metalmeccanici. Un fronte comune promosso dalle segreterie provinciali che si sono presentate ai lavoratori Piaggio. Un'assemblea, la prima di una serie, per chiamare l'azienda a un doppio tavolo. A livello provinciale per il futuro della fabbrica di Pontedera e nazionale per mettere a fuoco le strategie industriali del Gruppo. Ma anche per sollecitare l'attenzione delle istituzioni.  «Se ci si cala nel territorio si scopre che l'emergenza si chiama lavoro ed è un tema che come segreterie provinciali vogliamo porre al centro del percorso sindacale dentro e fuori la Piaggio - afferma Angelo Mangino, segretario provinciale Fim-Cisl -. Nell'indotto una fetta consistente di aziende ha commesse che coprono meno della metà delle ore di lavoro che sarebbero necessarie per mantenere tutto l'organico nelle fabbriche».  Uno scenario complesso e delicato. È quanto conferma il segretario della Fiom Marcello Franchi. «Nelle prossime settimane la "cassa" interesserà circa 400 lavoratori delle Meccaniche - dice -. Si tratta di mandare un messaggio unitario che stimoli a mettere a fuoco i problemi che investono l'indotto e che si legano anche al piano triennale di Colaninno. Un piano che come sindacati abbiamo letto sui giornali, e ciò non è accettabile in termini di corrette relazioni».  Un po' di ossigeno potrebbe arrivare dalla promessa di riaprire il rubinetto degli incentivi statali per i motocicli. Ma non si tratta certo di una soluzione strutturale. Il segretario dei metalmeccanici Ugl Maurizio Iacoponi richiama l'azienda: «Piaggio ci deve spiegare il piano triennale su cui dovremo necessariamente entrare nel merito. Serve un confronto sia a livello locale che di Gruppo».  È il segretario della Uilm Marcello Casati a sottolineare: «Dopo qualche anno di silenzio finalmente la Piaggio ha messo sul tavolo un piano industriale triennale su cui discutere». E aggiunge: «La cassa integrazione che si fa nello stabilimento di Pontedera non si spiega solo con il calo del 30% del mercato, è soprattutto figlia della scelta di spostare nel recente passato parte della produzione dei motori fuori da Pontedera». Il momento è delicato. «Serve unità e anche la Rsu della Piaggio deve capire che con le sue scelte non determina solo i destini dei lavoratori dentro lo stabilimento ma anche delle piccole aziende dell'indotto locale».  Il lavoro come questione sindacale ma anche sociale. Da qui l'appello alle istituzioni. Ma anche una tirata d'orecchie al sindaco di Pontedera Simone Millozzi. «Com'è possibile che ciò che non va bene a Roma possa essere accettato a Pontedera?», chiede Casati. «Da una parte il Pd critica Berlusconi per non aver nominato da mesi un ministro allo Sviluppo economico e dall'altra si decide di non affidare la responsabilità del lavoro a un assessore dedicato. Dopo le dimissioni di Nocchi il sindaco invece di creare un assessorato forte ha tenuto per sé questa delega».

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