La manifestazione
Edilizia, non si costruisce più
Paola Silvi
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L’assessore al bilancio del Comune di Pontedera Marco PapianiIl Comune riduce le stime degli incassi da oneri, permessi in calo e fermi da mesi
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PONTEDERA. Non si costruisce né si ristruttura. In città non si muove più un mattone. E la paralisi dell'edilizia che si affaccia all'orizzonte è un altro effetto della crisi economica che attanaglia le famiglie. I numeri parlano chiaro e un indicatore preciso della situazione è quello degli oneri di urbanizzazione incassati dal Comune. Un record negativo di entrate che sfiora il meno 20 per cento rispetto all'anno passato. È il punto più basso toccato nel corso del triennio. Tanto basso che l'amministrazione comunale ha dovuto ritoccare perfino il bilancio di previsione. Così tanto basso che «l'amministrazione - spiega l'assessore al Bilancio Marco Papiani - rilascia i permessi ai cittadini nei tempi previsti ma le autorizzazioni rimangono a palazzo e scadono senza essere ritirate». E così se i grandi interventi edilizi sono bloccati dalla flessione del mercato finanziario, anche le piccole e modeste manutenzioni stentano a partire. «La gente si trova a fare i conti con notevoli ristrettezze economiche. È normale - continua lo stesso Papiani - che faccia delle scelte. Prima si pensa al necessario, al quotidiano. Poi a quello che resta, al superfluo. Tutti quegli aspetti di contorno che non sono indispensabili alla sopravvivenza». Gli oneri di urbanizzazione sono come una cartina di tornasole per verificare lo stato in cui versa il via- vai immobiliare perché chiunque voglia ristrutturare o costruire deve avviare una pratica edilizia in comune. Deve pagare, insomma, per "risarcire" la comunità. E la somma dipende dal tipo d'azione richiesta, dalla posizione della casa, dai metri quadrati di superficie interessata. «A oggi le concessioni edilizie richieste dai cittadini sono una trentina per un valore di 370mila euro». Ma i pontederesi le lasciano accumulare sui vari tavoli degli addetti ai lavori. Aspettano, sembra, giorni migliori. Rimandano gli investimenti costringendo l'amministrazione comunale non soltanto a chiudere un occhio sulla scadenza ma soprattutto a rivede la voce delle entrate in bilancio. «Avevamo stimato una cifra pari a 3 milioni di euro ma per il momento ci assestiamo all'incirca sui due milioni. Allora - aggiunge l'assessore al Bilancio Papiani - abbiamo cercato di essere prudenti e diminuito questa voce arrivando a 2 milioni e 600mila euro». All'accumulo della documentazione non ritirata va però aggiunta anche un'altra spiacevole tendenza. Fra i permessi a costruire, le sanatorie e la Dia stanno dimunuendo inesorabilmente le pratiche presentate. «Non soltanto i cittadini non si sbilanciano nei pagamenti ma non si azzardano proprio a intraprendere questi percorsi edilizi. E se il primo problema potrebbe essere fisiologico - aggiunge Massimo Parrini, dirigente comunale dei Lavori pubblici - il secondo è senza dubbio strutturale». I dati riferiti alle Dia confermano l'impressione. Nel 2009 la cifra delle dichiarazioni d'inizio attività registrate arrivava a 215, per un totale di 322mila euro. Quest'anno è scesa a 140 per un valore di 240mila euro. Valore che appena due anni fa, nel 2008, raggiungeva i 428mila euro. Quasi il doppio.
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