Il dolore
Il Comune ha finito i soldi e c’era bisogno di adeguare un’aula per ricavarci il nuovo refettorio
Pennello e tinta contro la Gelmini
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Il gruppo degli imbianchini illustriSindaco e assessori imbianchini per un giorno alla scuola primaria
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SANTA CROCE. Si può protestare anche senza striscioni e megafoni. A Santa Croce, per prendersela con il ministro Gelmini e i tagli che stanno minando il sistema dell'istruzione in Italia, bastano delle tute da lavoro, dei pennelli e dei bidoncini di tinta bianca. Per un'intera mattinata, il sindaco Osvaldo Ciaponi e i suoi assessori si sono trasformati in imbianchini e alla scuola primaria "Torello Della Maggiore" della frazione di Staffoli (la prima a tempo pieno in provincia di Pisa), sotto gli sguardi inorgogliti dell'insegnante storico Luigi Moretto e del dirigente dell'istituto comprensivo Giampaolo Lazzeri, hanno tinteggiato l'aula che dalle prossime settimane ospiterà il refettorio. Solo vernice bianca: nessuno ha pensato di disegnare sulle pareti un ulivo oppure una falce e martello, dal momento che la maggioranza santacrocese comprende anche "Sinistra, Ecologia Libertà". «Qui non siamo ad Adro. Le cose le facciamo e basta, senza lasciare marchi», scherzano gli assessori. Comunque, un gesto molto significativo, quello di Ciaponi e dei suoi collaboratori (Giulia Deidda, Alessio Bellini, Alessandro Valiani, Piero Conservi, Massimo Fanella e Mariangela Bucci). Il Comune, infatti, non aveva i soldi per l'imbiancatura, dopo aver raschiato il fondo del barile per gli adeguamenti strutturali della scuola dell'infanzia di Santa Croce (dove, solo grazie al contributo della Regione, è stato possibile mettere in piedi due sezioni), per la rimozione del tetto in eternit all'elementare "Copernico" e per i nuovi arredi della media "Banti". «Qui a Staffoli - hanno spiegato Ciaponi e Moretto - abbiamo una classe con 28 alunni, fra cui un disabile. Prima della riforma Gelmini sarebbe stata sdoppiata, ma oggi invece ci è stata negata l'autorizzazione per l'aumento degli insegnanti. Abbiamo dovuto, quindi, spostare i bambini in un'aula più capiente, per essere in regola con le norme di sicurezza, e trovare una sistemazione al refettorio. In pochi giorni, l'abbiamo trovata, ma aveva bisogno di un paio di mani di "bianco"».
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