Il Tirreno

Pontedera

La rimpatriata di Don Backy nel segno dei fumetti

Luciano Gianfranceschi
Don Backy l’altra sera a Villa Pacchiani di Santa Croce per la mostra delle sue tavole a fumetti
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Don Backy l’altra sera a Villa Pacchiani di Santa Croce per la mostra delle sue tavole a fumetti

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 SANTA CROCE. La rimpatriata di Don Backy - in paese, Aldo Caponi, 71 anni, conosciuto da tutti perché negli anni Sessanta ci si conosceva tutti, e poi perché ha avuto successo come cantante, autore, attore e come se non bastasse ora anche come fumettista - è stata un avvenimento, mercoledì sera a Villa Pacchiani. Dove fino a domenica prossima sono in mostra alcune tavole a fumetti dei suoi libri intitolati "Sognando", "L'inferno" e "Clanyricon", graffiante storia in strisce satiriche sull'avventura nel "clan" Celentano dal '62 al '68.  Don Backy sa raccontarsi anche a voce. «Torno sempre volentieri, anche se qui non ho più casa, tranne quella "Casa bianca" che ispirò la canzone sanremese. Ma ho la residenza a Santa Croce». E prima della parte ufficiale, è andato a ruota libera con gli amici Romeo Puccini, Sergio Cerrini, Narciso Parigi, la cui moglie Fiorella è santacrocese, e Alberto Pozzolini. Questi, ex assessore, è anche colui che quando Aldo Caponi fece la prima uscita musicale, con il nome d'arte Agaton (gennaio 1960, al teatro Verdi), lo annunciò sul Tirreno con il titolo "Domani concerto di rock and roll". All'epoca Aldo suonava e cantava al dancing La Sirenetta di Castelfranco.  «Pozzolini mi aveva fatto debuttare su quel palco del teatro Verdi quando avevo 16 anni, nei panni di un attore un po' teppista nello spettacolo "Sotto i ponti di New York"». Evidentemente la via dell'arte l'aveva nel dna.  Nelle due salette di Villa Pacchiani, le tavole di Don Backy spiccano come piccoli capolavori: e ci sono anche due pagine di un fumetto inedito. L'assessore alla cultura Mariangela Bucci ha sottolineato che nella rassegna "50 pittori per 50 cantanti", i più importanti artisti contemporanei hanno dedicato una propria opera ad un cantante toscano (d'origine o di adozione) oppure a una sua canzone di successo. Tra i quadri esposti, anche quello dedicato alla gloria canora di Don Backy, realizzata dal maestro Nico Paladini di Vinci.

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