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Cassa, i sindacati discutono l'integrativo

Cassa, i sindacati discutono l'integrativo

Stamani la protesta dei lavoratori C-Global, il presidente Crv disponibile a sedere a un tavolo con Provincia e CariFirenze

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VOLTERRA. Giù i dipendenti che protestano con cartelli e magliette, su tra i velluti della Cassa di Risparmio di Volterra sindacati e vertici discutono il contratto integrativo. La manifestazione dei lavoratori di C-Global - la società di servizi bancari e finanziari che ha annunciato la prossima chiusura delle sedi di Pisa e Firenze - è in programma questa mattina per chiedere il sostegno dei vertici Crv, azionista di C-Global (il direttore dell'istituto di credito, Roberto Pepi, fa parte del cda della società).  E' lo stesso presidente della Crv, Giovanni Manghetti, a prendere a cuore la questione. «Ci tengo a sottolineare che la nostra quota di azionisti è pari al 6% e nonostante non abbiamo i titoli, tuttavia a livello di esperienza e sensibilità ai problemi dei lavoratori mi metto a disposizione». Manghetti conosce bene la dura vita dei pendolari. L'ha raccontata in un libro, la vive personalmente. Capisce, quindi, i problemi di natura organizzativa che si possono venire a creare in una famiglia, soprattutto quando si tratta di un "pendolarismo"-trasferimento. La proposta del presidente della Crv è quella di sedere ad un tavolo convocato dal presidente della Provincia Andrea Pieroni e quello della Cassa di Risparmio di Firenze. «Se ci chiama - aggiunge - darò tutta la mia esperienza e la mia sensibilità per vedere se è possibile, insieme, trovare una soluzione. Il giorno dopo mi prendo l'impegno di andare a riferire il contenuto di quel tavolo ai dipendenti». E il presidente Pieroni certo non si tira indietro. Rinnova la sua piena disponibilità, ma non manca di sottolineare che rispetto alle due lettere inviate sulla questione rispettivamente al presidente Manghetti e a Fornasari, alla guida di Banca Etruria, solo il primo si è fatto sentire. «Quello di Fornasari - analizza - è un atteggiamento diciamo inusuale, soprattutto perché si tratta di una questione delicata. Dopo la lettera, da parte sua non ho avuto alcun riscontro, anche se ho provato a contattarlo». E puntualizza: «Ritengo, comunque, che debbano essere i presidenti dei due istituto bancari a dover tirare le fila della questione. Da parte nostra siamo a disposizione e ricordo che si tratterebbe di una grossa perdita per il nostro territorio, pari tra dipendenti diretti e indotto, a circa 200 persone». F.S.

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