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Pontedera

Stop ai piccioni con una dieta

Stop ai piccioni con una dieta

Il Comune sta sperimentando un progetto per il controllo delle colonie di colombi, causa di problemi sanitari, danni al patrimonio artistico-architettonico e situazioni di degrado

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PECCIOLI. Non possono fare usare ai piccioni la pillola o un altro contraccettivo però sperano di cacciarli dal centro e di attivare il controllo delle nascite “rubando” le uova dai nidi. Allontanare il colombo urbano dai centri storici è il sogno di ogni pubblico amministratore e di tante città. A Peccioli in Valdera ci provano sul serio senza ricorrere alle armi. Il Comune sta sperimentando un progetto per il controllo delle colonie di colombi, causa di problemi sanitari, danni al patrimonio artistico-architettonico e situazioni di degrado. Non si parla di abbattimento ma di contenimento. Il progetto prevede varie fasi: sono già stati individuati un terreno e un edificio rurale candidati a diventare una sorta di oasi per piccioni.

Il progetto è partito da uno studio stimato del numero dei piccioni, risultati circa 400 nel centro storico e più di 1.300 nelle immediate vicinanze. Non c’è male per un Comune da circa 5mila abitanti. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Silvano Crecchi, invece di ordinare lo sterminio ha imboccato la strada del rispetto dell’animale. Il Comune (quello della discarica gestita da fare invidia a tante realtà) pensa a spostare gli animali dai centri abitati. Il censimento è servito a misurare l’entità della popolazione, ma soprattutto a individuare le situazioni di maggiore disagio, oltre che i principali siti di nidificazione. Sono state messe a fuoco, sempre dalla Ecoland di Lucca, anche le principali fonti alimentari. «Abbiamo avuto un quadro abbastanza chiaro delle situazioni critiche su cui intervenire», spiegano il sindaco Crecchi e l’assessore Giorgio Fiorentini che sta seguendo il progetto.

Poi il Comune ha messo in campo risorse, circa centomila euro, per aiutare i cittadini a installare dissuasori o ad eliminare quelle situazioni che costituiscono un habitat ideale per i piccioni. Interventi ci sono stati su edifici pubblici e su quelli della parrocchia, al centro del paese. I primi risultati ci sono stati. Ma ora si vuole “deviare” i colombi in un terreno vicino al municipio, su una suggestiva collina, che è nella disponibilità del Comune. Qui saranno allestite strutture idonee per i nidi e per trattenere i piccioni. A questo punto scatterà il controllo delle nascite, sottraendo le uova dai nidi e usando mangimi sterilizzanti. Saranno sperimentate anche le torri colombaie (in Francia e in Germania già ci sono), con spazi per la nidificazione. È stato individuato pure un edificio dove fare migrare i piccioni rimasti, sempre monitorati per evitare che si moltiplichino.

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