Il Tirreno

Pontedera

«Basta coi giochini di bassa lega»

Giacomo Pelfer
Patrizia Manetti presidente del Ccn
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Patrizia Manetti presidente del Ccn

La presidentessa del Ccn va all'attacco dei "dissidenti"

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 SAN MINIATO. «Non c'è alcun dilemma: l'Associazione commercianti esiste eccome, e si chiama Centro commerciale naturale». E' una replica durissima quella di Patrizia Manetti, presidente del Ccn, contro il fronte dei cosiddetti commercianti "dissidenti".  Un fiume in piena, che rompe gli argini dopo la riunione di lunedì sera. «Abbiamo sopportato per mesi i continui attacchi contro la nostra attività - afferma Manetti -, evitando di scendere sul terreno dello scontro per il bene di San Miniato e dei suoi cittadini. Adesso, però, è il momento di fare chiarezza».  La presidente spiega che il Ccn rappresenta per il Comune il referente unico per ogni questione legata al commercio nel centro storico. «E non lo dico io - spiega - ma una delibera di giunta del 7 dicembre 2009, con la quale si costituiva il Ccn, al quale si è poi aggiunta un'associazione di secondo livello con San Miniato Basso e Ponte a Egola. Questi sono i fatti».  La replica arriva dopo che il fronte "dissidente" ha deciso di uscire allo scoperto. «Per mesi si è parlato di un club dei 28 - continua Manetti - adesso ci vengono a dire che non vogliono essere chiamati così. La verità è che sono molti meno, basta scorrere le firme di coloro che hanno aderito al Ccn. Dicono di essere tanti, ma alla fine nessuno ha ancora capito chi sono. Avevo anche invitato uno di loro a farsi avanti, lasciandogli un posto nel consiglio, ma non si è presentato nessuno. Come fa l'associazione a relazionarsi con un fantomatico gruppo non identificato?».  Poi una puntualizzazione sulla serata di lunedì: «La maggior parte dei commercianti che hanno partecipato sono iscritti al Ccn e volevano prendere visione del progetto di cui si parlava nel volantino. Sarei voluta andare anch'io, ma mi hanno detto che non ero gradita».  «La nostra associazione - prosegue - ha teso la mano alle frazioni perché il centro storico ha bisogno dell'aiuto di tutti. Siamo al lavoro da mesi per sfruttare le nuove strade del turismo e dell'accoglienza. Quindi, se ci si vuole confrontare sui progetti ben vengano, ma certi giochini di bassa lega fanno male al commercio e creano solo tanta confusione tra i sanminiatesi».

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