Attenzione
IL PROBLEMA
Pochi soldi per l'intercultura
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Bambini e genitori allingresso di una scuola 1 MINUTI DI LETTURA
PONTEDERA. Sempre più alunni stranieri e sempre meno ore a disposizione per la mediazione culturale. L'integrazione passa anche da qui: dai pochi soldi che le scuole hanno a disposizione per offrire servizi. Parola di Katia Campens, da anni sostegno dei bambini extracomunitari tra i banchi. «Gli istituti - dice Katia - fanno il possibile per attivare percorsi di mediazione ma spesso il tempo a disposizione per ogni singolo alunno si aggira sulle 5 ore. A volte sono addirittura in 3 gli studenti che partecipano contemporaneamente a un'ora di lezione». Un peccato perché «quest'esperienza - continua Katia - permette ai bambini di acquistare fiducia nelle proprie capacità e facilita il dialogo tra docenti e famiglia». È questo il nodo più arduo da sciogliere per Francesco Contu, docente della Pacinotti. Un conto salato da pagare per essere accettati in una società che Contu definisce "etnocentrica". Una scelta che porta gli alunni immigrati «a una sorta di camuffamento, più o meno consapevole, della propria identità, nella speranza - continua l'analisi il prof - di essere accolti più facilmente. Ed è per questo che abbiamo deciso di inserire i corsi di lingua e cultura del paese d'origine e uno sportello di mediazione linguistica».
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