Sicurezza
Ben quattro incursioni notturne nel giro di nemmeno un mese. Luomo è stato bloccato dai carabinieri durante il tentativo di fuga
Licenziato, si trasforma in ladro e vandalo
Sabrina Chiellini
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Massimiliano Terreni uno dei due fratelli titolari della SiGiMa costruzioni meccaniche di Casteldelbosco Arrestato l'autore dei continui raid nell'azienda "SiGiMa costruzioni meccaniche" di Casteldelbosco
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MONTOPOLI VALDARNO. L'incubo è durato un mese. La "SiGiMa costruzioni meccaniche" di Casteldelbosco è stata presa di mira più volte. I titolari Massimiliano e Marco Terreni cominciavano a temere il peggio, visto il ripetersi di furti e vandalismi. La scorsa notte però il presunto autore dei ripetuti raid è finito in trappola. È stato arrestato dai carabinieri di San Romano e della compagnia di San Miniato. È un giovane operaio, che ha lavorato come apprendista nell'azienda che produce macchine per la lavorazione del legno, e che è stato licenziato alcuni mesi fa. Dopo tante notti di paura, dopo l'angoscia di essere stati presi di mira senza sapere il perché, i fratelli Terreni (Massimiliano è presidente di Api Pisa), hanno deciso di raccontare un mese di terrore anche per ringraziare i carabinieri che sono riusciti a fermare l'autore delle incursioni notturne. Il primo furto risale al 19 agosto scorso. Quella notte suona l'allarme della fabbrica, ma il ladro fa in tempo ad allontanarsi portando via un computer e atri oggetti arraffati negli uffici al primo piano dell'azienda. Sembra uno dei tanti furti che avvengono in provincia ai danni delle aziende. Il 5 settembre scorso la seconda "visita" notturna. Inquietante. Gli imprenditori, al loro arrivo, all'una di notte, trovano alcuni progetti dati alle fiamme, atti vandalici compiuti contro i macchinari, materiali pronti per la spedizione incendiati, i cartellini segnatempo degli operai strappati e bruciati. La paura si fa sempre più concreta, aumentano gli interrogativi. Il 9 settembre un altro raid. Stavolta, l'allarme suona dopo un po' e l'autore del raid ha il tempo di prendere un tombino e di danneggiare i macchinari a controllo numerico, di bruciare i carrellini degli operai, di prendere vari documenti e incendiarli. «Una disperazione - commentano i fratelli - siamo stati costretti a bloccare la produzione per riparare i danni». Sabato scorso l'azienda era pronta a ripartire. Anche il vandalo è tornato in azione. Ma quando si è dato alla fuga è stato bloccato dai carabinieri.
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