Il Tirreno

Pontedera

Castelfranco di Sotto. C’è paura dopo l’aggressione a don Marcos. Il vescovo: «Evento che ha creato disagio»

«Entro fine anno le telecamere»

Giacomo Pelfer
A sinistra il consigliere comunale Giulio Ruglioni; accanto un controllo dei carabinieri sulle strade del Valdarno
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A sinistra il consigliere comunale Giulio Ruglioni; accanto un controllo dei carabinieri sulle strade del Valdarno

L'amministrazione comunale accelera sul progetto della videosorveglianza

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 CASTELFRANCO DI SOTTO. «A questo punto non c'è dubbio: il paese non è più sicuro come una volta». Parola del consigliere comunale Giulio Ruglioni, che a nome del gruppo Pdl interviene sulla violenta rapina subita dal viceparroco don Marcos Roberto Policarpo.  «Un'aggressione subita nella propria abitazione, in pieno giorno, è di per sé un gesto gravissimo - dice Ruglioni -. Nemmeno il tempo, per i castelfranchesi, di buttarsi alle spalle la vile aggressione a don Vasco che di nuovo tutto ciò si è ripetuto».  E' evidente, secondo il consigliere comunale, che «la situazione è realmente peggiorata: non si tratta di microcriminalità - dice - ma di atti molto gravi. La paura percepita nel paese è a livelli altissimi». Ruglioni, quindi, chiede conto all'amministrazione delle misure in favore della sicurezza annunciate già all'indomani della rapina a don Vasco. «Ancora oggi, a distanza di 5 mesi, stiamo ancora aspettando queste decisioni. Oltretutto - aggiunge -, già in sede di approvazione di bilancio, facemmo notare che non era stato stanziato un euro per la sicurezza del centro storico».  «Installeremo un sistema di videosorveglianza - replica il vicesindaco con delega alla sicurezza Gabriele Toti -, possibilmente già entro la fine di quest'anno». Un'idea portata avanti subito dopo l'aggressione notturna a don Vasco e rilanciata con forza in questi giorni. «E' un impegno che rispetteremo - dice Toti - anche se saranno necessari alcuni tempi tecnici. Ci stiamo già lavorando per essere pronti entro fine 2010. Per i prossimi giorni, inoltre, non escludo di richiedere un incontro con il prefetto».  Il vicesindaco si dice fortemente colpito dall'accaduto, ma invita a non cadere in pericolosi allarmismi. «La vicenda non può che creare sconcerto tra i cittadini, soprattutto per la sua brutalità - afferma Toti -, aggravata dal fatto di aver colpito un sacerdote, che per sua stessa missione deve sempre essere aperto e disponibile verso il prossimo. In ogni caso, tuttavia, è bene non agitare lo spettro della sicurezza, né spingere sul tema della sicurezza "fai da te". E' proprio in questi momenti che occorre avere fiducia nelle forze dell'ordine. La politica deve far capire ai cittadini che le regole ci sono già, e come tali vanno fatte rispettare».  Infine un appello ai castelfranchesi: «Chiunque sa o crede di aver visto qualcosa che possa essere utile alle indagini, riferisca quanto prima alle autorità competenti».  Sulla vicenda interviene anche il vescovo Fausto Tardelli, parlando di una "violenza che va oltre il disumano". «Consapevoli - afferma - che la missione del sacerdote è orientata a generare comunione, questi avvenimenti creano disagio e fanno riflettere. La diocesi sente nella propria carne queste aggressioni ed esprime solidarietà, vicinanza e incoraggiamento ai sacerdoti che hanno avuto questa drammatica esperienza. Non dubitiamo che le forze dell'ordine faranno quanto è nelle loro possibilità, e invitiamo a pregare per la conversione di questi fratelli». Giacomo Pelfer

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