Il Tirreno

Pontedera

Poche ma significative frasi pubblicate in mattinata sul proprio profilo di Facebook. Scoppia la polemica

«Quel raduno? Una pagliacciata»

Giacomo Pelfer
A sinistra il presidente della Regione Enrico Rossi A destra un momento del raduno leghista svoltosi nel weekend a San Genesio
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A sinistra il presidente della Regione Enrico Rossi A destra un momento del raduno leghista svoltosi nel weekend a San Genesio

Il presidente della Regione Enrico Rossi all'attacco dei leghisti di San Genesio

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 SAN MINIATO. Sul raduno leghista di San Genesio il presidente della Regione Enrico Rossi non usa mezze parole: «Una pagliacciata che umilia il territorio». Questo il commento che il premier toscano ha lasciato nella mattinata di ieri sul proprio profilo Facebook. Poche righe, per polemizzare contro il partito del Senatur e l'eterna lotta tra nord e sud all'interno delle politica nazionale.  Si vuole anche stuzzicare il sentimento d'orgoglio di una Toscana che, fa notare Rossi, «ha molto da insegnare e poco da invidiare».  «Via libera del governo a Roma capitale e subito Bossi "Ora ci vuole la capitale del Nord" - scrive il presidente su Facebook -. Se, quando avete tempo, pensate anche al centro Italia... Si sente parlare solo di Roma, Milano, nord e sud. Esiste un centro Italia che ha da insegnare e poco da invidiare e deve trovare ascolto e rispetto. Ascoltare i territori - conclude - è ben diverso da umiliarli con pagliacciate tipo il giuramento sul sacro suolo di San Genesio».  Decine le adesioni e i commenti lasciati sul profilo di Rossi dai simpatizzanti. «Io non lo so cosa vogliono queste "genti del nord" - scrive Silvia -; so solo che ci siamo rotti di buffonate, pagliacciate, scandali e quant'altro». «Occorre scongiurare il pericolo leghista - aggiunge Patrick -. La Lega non ha nulla a che vedere con la Toscana, loro hanno una base xenofoba e razzista».  È l'argomento più ricorrente della contrapposizione scatenata dal raduno regionale del Carroccio. Le stesse parole urlate anche durante la contro-manifestazione di sabato pomeriggio organizzata dai centri sociali.  L'affondo di Rossi scatena la pronta risposta dei dirigenti leghisti. Primo fra tutti l'europarlamentare Claudio Morganti, segretario di Lega Nord Toscana. «Capisco che a Rossi non interessi la storia, d'altronde è troppo indaffarato a dare premi agli ex portaborse degli ex assessori - replica Morganti -. Vogliamo comunque insegnargli che a San Genesio, l'11 novembre 1197, i rappresentanti dei comuni toscani si giurarono mutua assistenza contro l'imperatore, impegnandosi anche a non accogliere alcun regnante che non fosse riconosciuto dalla chiesa. Qui nacque la Lega Guelfa, nota anche come Lega Toscana». E prosegue: «Più volte ci attaccano apostrofandoci come ignoranti, ma trovo scandaloso che questo passaggio storico sia liquidato con una battuta che riteniamo davvero infelice».  «La paura fa novanta - commenta Marina Staccioli, vice capogruppo leghista in consiglio regionale -. Le sinistre hanno mai ascoltato i territori o li hanno solo sfruttati? Ora che la gente capisce, vorrebbero farli usurpare da multinazionali straniere, dagli extracomunitari e dai rom. Adesso basta, la Toscana deve tornare ai toscani».

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