Il Tirreno

Pontedera

Ulivieri: «Mi scappava un bisognino»

Andreas Quirici
La polizia sorveglia i manifestanti di estrema sinistra
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La polizia sorveglia i manifestanti di estrema sinistra

Il segretario di Sel ha "violato" il suolo leghista di San Genesio

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 SAN MINIATO. Benvenuto color giallo paglierino al popolo leghista di San Genesio da parte di chi non la pensa come il Carroccio. Un saluto sotto forma di bisogno fisiologico illustre, quello di Renzo Ulivieri, recapitato proprio ieri mattina: «Stavo passando vicino al prato di San Genesio con i miei cani e avendo problemi di prostata non ho trovato di meglio che farla proprio lì». Il tono è scherzoso, ma fino ad un certo punto.  «Credo sia giusto dissentire - riprende il segretario del circolo Sinistra ecologia e libertà (Sel) di San Miniato - dal modo che hanno i militanti e i rappresentanti della Lega di esprimere le loro idee. Prendere le distanze, in questo caso, è inevitabile». L'ex tecnico di calcio e attuale presidente dell'Associazione allenatori era a manifestare a San Genesio insieme alla schiera di gruppi di sinistra che si sono radunati per protestare contro il raduno leghista. «Senza simboli o bandiere - ha ripreso - ma con l'idea di dire no a chi, provocatoriamente, effettua manifestazioni in una terra che ha origini storiche ben differenti da quelle che in molti vorrebbero farci credere».  Nella giornata di ieri era stato diffuso un comunicato dello stesso circolo. «La Lega è un partito politico ed è legittimato a qualsiasi espressione democratica e a qualsiasi manifestazione politica - si legge all'inizio della nota - ma il raduno a San Miniato è qualcosa di diverso da una manifestazione politica. È un rito tribale che esprime una visione del mondo contraria ai valori della nostra Carta costituzionale. Le adunate non ci garbano e quando le parole d'ordine inneggiano a xenofobia, esclusione, violenza e discriminazione, noi pensiamo al fascismo e alle sue leggi speciali. In Toscana questo è inaccettabile. Siamo la terra della cultura, dell'arte, delle ferite lasciate dal nazifascismo. Siamo la terra delle Misericordie, delle Pubbliche Assisteze, di don Milani, del volontariato e delle case del popolo. Vogliamo essere la terra dell'inclusione, della cooperazione, dell'accoglienza, del lavoro e non abbiamo paura. Quella paura che la Lega ha elevato a ideologia, liberalizzando i peggiori istinti e le peggiori azioni».  Insomma, un dissenso espresso in più modi da parte di Sinistra ecologia e libertà e del suo segretario. «È giusto prendere le distanze - dice ancora Ulivieri - ma anche manifestare contro raduni di questo genere. Tutto questo ha senso, anche se, guardando alla vicenda in maniera fredda ci potrebbe anche scappare una risata. Ma siccome a forza di ridere ci siamo ritrovati in un'Italia ben diversa da come la vorremmo, credo sia arrivato il momento di scendere in strada e far sentire la nostra voce. Specialmente contro chi, come la Lega, predica e inneggia a valori totalmente contrari alle nostre idee e alla storia del nostro territorio. Sinistra ecologia e libertà vuole vivere la politica in una società multietnica e multireligiosa e si sforza di fare i conti con la storia e con le diversità».

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