Il Tirreno

Pontedera

LA PAROLA AI GIOVANI

«In Toscana ci vuole coraggio»

Giacomo Pelfer
«In Toscana ci vuole coraggio»

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 SAN MINIATO. «Fare i leghisti in Toscana? No, non affatto è facile. Soprattutto per noi giovani».  A dirlo è Nicola Iacopetti, 23 anni, di Massa; uno che alle superiori si presentava in classe con la maglia verde e lo stemma del Carroccio. Oggi è coordinatore per la provincia di Massa e Carrara. «Una zona dove attaccano continuamente manifesti contro di noi. Chi sceglie di stare con la Lega deve avere coraggio. E tanto. Ci attaccano definendoci razzisti, nazisti e dediti all'uccisione degli immigrati».  Un'immagine che non piace ai numerosi ragazzi della Lega Toscana, riuniti ieri per l'annuale raduno di San Genesio. Negli occhi, tutto l'entusiasmo di chi sa di rappresentare qualcosa di nuovo, di chi vuole lasciare un segno nel solco del cambiamento, in una regione di ben altre tradizioni.  Una scelta, infatti, non sempre gradita dai genitori. «All'inizio non è stato facile, mio padre è uno dei tanti vecchi comunisti rimasti delusi», racconta Irene Aiazzi di Colle Val d'Elsa, 20 anni appena e già coordinatrice provinciale di Siena. «Alla fine gli ho fatto capire che la nostra passione, in fondo, non è molto diversa da quella che avevano loro durante le lotte operaie e studentesche».  Molti altri sottolineano l'impegno della Lega tra i problemi reali della gente. «Il partito del fare, contro le chiacchiere e il gioco delle poltrone», sostiene Alberto Pardini, 25 anni, di Viareggio, stemma della Lega sul petto e bandiera granducale sulla spalla. «Purtroppo - prosegue - la Lega vive nello stereotipo di un partito razzista, ma nessuno va poi a vedere, nei fatti, che dove governiamo noi ci sono le politiche d'integrazione più avanzate».  Parlando con i giovani, si avverte forte la sensazione di un partito in piena crescita, dove le nuove generazioni rappresentano un arma fondamentale per sfondare. Lo dice anche Fabio Neri, 26 anni, di Empoli. «Solo a Firenze, negli ultimi mesi, abbiamo avuto 40 nuovi iscritti nei Giovani padani». Tra quelli giunti a San Miniato, ce n'è qualcuno che ha trascorso la notte a San Genesio, per non perdersi la seconda giornata di festa. Come Alessio Zampini, 29 anni, di Arezzo, partito alla volta di San Genesio in camper, insieme ad altri cinque amici.  «Nel nostro partito i giovani non vengono messi ai margini - conclude il coordinatore dei Giovani padani della Toscana Francesco Acciai -, ma vengono formati per rivestire subito cariche e ruoli importanti».

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