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Pontedera

Tutto esaurito all’assemblea sul no al progetto

Pirogassificatore, cresce il fronte dei contrari

Un momento dell’assemblea riguardante il progetto della Waste Recycling svoltasi l’altra sera all’Orto di San Matteo a Castelfranco
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Un momento dell’assemblea riguardante il progetto della Waste Recycling svoltasi l’altra sera all’Orto di San Matteo a Castelfranco

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 CASTELFRANCO DI SOTTO. Tutto esaurito giovedì sera all'assemblea pubblica informativa all'Orto di San Matteo sul progetto della Waste Recycling per la costruzione di un pirogassificatore nel comune di Castelfranco di Sotto. L'incontro, organizzato dal Comitato antinquinamento in collaborazione col Coordinamento Gestione Corretta Rifiuti Valdera, ha visto la partecipazione anche del sindaco Umberto Marvogli, dell'assessore Cristian Pardossi e di altri esponenti delle istituzioni del territorio. A parlare del progetto della Waste sono stati Vittorio Bencini del Coordinamento Rifiuti Valdera, Luca Roggi del centro ricerca "Rifiuti Zero" e il dottor Urbani. Gli intervenuti hanno messo in luce alcuni "lati oscuri" del progetto, ma il nodo centrale della serata è stato un'ampia critica all'incenerimento dei rifiuti come pratica nociva per la salute e il territorio. Come prima cosa, Bencini ha sottolineato il fatto che il progetto della Waste sia stato presentato dalla ditta privata come un piano di ristrutturazione produttiva ed energetica, caso in cui la verifica di impatto ambientale (la Via) non è obbligatoria (infatti la Provincia non l'ha richiesta), mentre di fatto è un nuovo impianto che brucia rifiuti.  L'aspetto più preoccupante, secondo Bencini, è però il fatto che «non esistono informazioni scientifiche circa una minore tossicità delle emissioni generate da impianti di questo tipo e che inoltre l'assenza di esperienza nella gestione comporta un rischio aggiuntivo per la possibilità di emissioni incontrollate dovute a cattiva gestione dell'impianto».  Anche nel caso di una corretta gestione, poi, Bencini cita studi epidemiologici che evidenzierebbero la pericolosità delle emissioni nell'atmosfera degli inceneritori, che possono emettere diossine e nanoparticelle molto nocive per l'organismo umano senza la certezza che esse vengano catturate dai filtri del pirogassificatore.  Anche il dottor Urbani ha concordato con queste affermazioni e ha sottolineato come in aree in cui sorgono inceneritori ci sia stato un aumento di casi di tumore e che in alcuni casi gli inceneritori siano stati chiusi. Bencini ha infine fatto notare che il piano provinciale di gestione dei rifiuti speciali (quelli che tratterebbe il nuovo impianto) afferma che la provincia di Pisa è autosufficiente nello smaltimento di tali rifiuti e che quindi non ha senso creare ulteriori impianti se non per motivi di business. Altri aspetti criticati riguardano la mancanza di esami su aria, acqua e suolo del territorio per verificare che la zona non sia già satura e di studi epidemiologici per vagliare rischi per la salute dei cittadini.  Ci si interroga poi sui possibili danni per l'ambiente trovandosi il sito di costruzione vicino ad aree protette come le Cerbaie. Luca Roggi ha poi illustrato altri metodi di smaltimento dei rifiuti sottolineando come in realtà quello che spesso viene bruciato in realtà può essere riciclato. La conclusione dei tre intervenuti è stata unanime: «Gli amministratori devono opporsi a questo impianto: non c'è bisogno del pirogassificatore per smaltire i rifiuti, il futuro è nella raccolta differenziata. Perché devono lucrare sulla nostra salute?». R.D.S.

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