Il dolore
Cenaia in festa per Fabrizio
È uscito dal coma 17 giorni dopo un incidente domestico
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CENAIA. «Diciassette giorni per tornare a vivere». Così potrebbe intitolarsi il diario che Serena Gasperini, 27 anni, studentessa universitaria di Cenaia, ha tenuto nei giorni in cui il fidanzato, Fabrizio Piffanelli, 29 anni, artigiano, è rimasto in coma. Struggenti e dolorose annotazioni, ora dopo ora. Dai momenti del dolore e della disperazione fino ai giorni della speranza. A quelli del ritorno alla vita.
Per i giovani fidanzati è un'esperienza ormai superata, che li ha arricchiti. Lunedì sera la Misericordia di Cenaia ha organizzato insieme a Fabrizio una festa di ringraziamento. Saranno ricordati i giorni del coma. «Il 17 gennaio scorso - racconta il giovane - sono caduto da un soppalco mentre ero in casa ed ero tornato da una cena. Non ricordo molto di quei momenti, ho perso conoscenza e sono rimasto 17 giorni in coma». Quella notte in casa c'erano anche la fidanzata e un'altra coppia di amici.
«Ho chiamato il 118 - racconta la studentessa - sono arrivate le ambulanze della Misericordia di Cenaia e della Pubblica assistenza di Cascina, con il medico a bordo. Eravamo disperati, stentavano a credere a quello che, purtroppo, era sotto i nostri occhi». Fabrizio venne ricoverato nel reparto di rianimazione, diretto dal dottor Paolo Malacarne, all'ospedale Santa Chiara di Pisa. La situazione era preoccupante: nella caduta Fabrizio aveva riportato un grave trauma cranico.
«Voglio ringraziare i soccorritori - dice Fabrizio - e tutti i medici che mi hanno aiutato a riprendermi e a tornare a una vita normale. Lavoro con mio padre in un'azienda di carpenteria». Tutto questo sarà ricordato - con una lunga parentesi dedicata ai ringraziamenti - nella festa che lunedì sera, con inizio alle 20, si svolgerà nel giardino della scuola elementare di Cenaia. «In tanti sono stati vicini alla mia famiglia in quel periodo - aggiunge Fabrizio - vorrei incontrarli tutti, amici, compaesani, parenti. Ci sarà anche il dottor Malacarne al quale va un ringraziamento speciale». Durante la serata saranno lette anche alcune pagine del diario scritto da Serena. S. C.
Per i giovani fidanzati è un'esperienza ormai superata, che li ha arricchiti. Lunedì sera la Misericordia di Cenaia ha organizzato insieme a Fabrizio una festa di ringraziamento. Saranno ricordati i giorni del coma. «Il 17 gennaio scorso - racconta il giovane - sono caduto da un soppalco mentre ero in casa ed ero tornato da una cena. Non ricordo molto di quei momenti, ho perso conoscenza e sono rimasto 17 giorni in coma». Quella notte in casa c'erano anche la fidanzata e un'altra coppia di amici.
«Ho chiamato il 118 - racconta la studentessa - sono arrivate le ambulanze della Misericordia di Cenaia e della Pubblica assistenza di Cascina, con il medico a bordo. Eravamo disperati, stentavano a credere a quello che, purtroppo, era sotto i nostri occhi». Fabrizio venne ricoverato nel reparto di rianimazione, diretto dal dottor Paolo Malacarne, all'ospedale Santa Chiara di Pisa. La situazione era preoccupante: nella caduta Fabrizio aveva riportato un grave trauma cranico.
«Voglio ringraziare i soccorritori - dice Fabrizio - e tutti i medici che mi hanno aiutato a riprendermi e a tornare a una vita normale. Lavoro con mio padre in un'azienda di carpenteria». Tutto questo sarà ricordato - con una lunga parentesi dedicata ai ringraziamenti - nella festa che lunedì sera, con inizio alle 20, si svolgerà nel giardino della scuola elementare di Cenaia. «In tanti sono stati vicini alla mia famiglia in quel periodo - aggiunge Fabrizio - vorrei incontrarli tutti, amici, compaesani, parenti. Ci sarà anche il dottor Malacarne al quale va un ringraziamento speciale». Durante la serata saranno lette anche alcune pagine del diario scritto da Serena. S. C.
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