Il Tirreno

Pontedera

GLI ESPERTI

Attenzione a quel che mangiate

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 PONTEDERA. «Caro cliente, attento al pane che mangi». L'avvertimento arriva dal Consorzio per la protezione e la tutela del pane. Se da una parte infatti l'alimento più popolare sulle nostre tavole potrebbe subire un aumento di prezzo, dall'altra, secondo il direttore Roberto Pardini «è bene sapere che tipo di pane scegliamo». Non tutti sono uguali. Non tutti sono prodotti con farine qualitativamente adatte e con processi sani e genuini. «Le farine che provengono dagli Stati Uniti - denuncia Pardini - sono povere di vitamina E perché è assente il germe di grano, venduto invece alle aziende farmaceutiche. Nel processo di lavorazione il chicco viene letteralmente "scorticato" dal germe che non contribuisce più all'arricchimento del pane. Il pane toscano invece rispetta in toto le norme della comunità europea e grazie alla lunga fermentazione e alla lievitazione naturale senza aggiunta di lievito di birra, non crea disturbi alimentari o digestivi». Il classico pane toscano sta per ricevere dal ministero il marchio "dop" Denominazione Origine Protetta ma nei gusti viene sorpassato, a giudicare dall'esperienza dei panificatori nostrani, dalle più esotiche nonché più care baguette. «I clienti - spiega Francesco Gori - ricercano un pane diverso, più elaborato, rispetto a quello casalingo. Se consumassero solamente il toscano, con 2 euro, sfamerebbero sia a pranzo che a cena, una famiglia di 4 membri». Al di là dei ritocchi c'è da fare i conti allora con il cambiamento degli stili di vita e il rispettivo calo dei consumi.

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