Il dolore
Sono apparse ieri mattina in piazza del Bastione. Anche il Pd tuona: «Non sono i benvenuti»
Scritte sui muri contro la Lega
Giacomo Pelfer
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Le scritte contro il raduno leghista comparse ieri mattina sui muri in piazza del Bastione Sale la tensione in vista del raduno del Carroccio toscano a San Genesio
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SAN MINIATO. "Chi puzza di razzismo muorirà". È uno dei due messaggi, con un'evidente "u" di troppo, comparso ieri mattina in piazza del Bastione a San Miniato, lungo la rampa che sale in corso Garibaldi. Spray rosso su fondo bianco, a imprimere tutta la rabbia contro il raduno leghista che si aprirà domani pomeriggio a San Genesio. Il legame è evidente, quanto meno nella tempistica. Già lo scorso anno, a pochi giorni dal grande festival del Carroccio toscano, alcune scritte comparvero nella zona di Ponte a Elsa: una più esplicita ("Odio la Lega"), poi cancellata, e un'altra più profonda ("Non c'è sicurezza senza diritto"). La stessa, identica, anche nella calligrafia, che da ieri mattina è apparsa in piazza del Bastione, rivolta verso l'ascensore, accompagnata dall'altra, più minacciosa, visibile invece da corso Garibaldi. E' il segnale della tensione, dell'insofferenza verso una manifestazione che per molti appare inammissibile sul suolo toscano. Un evento che si annuncia di grande richiamo, soprattutto dopo il successo dello scorso anno, e che vedrà la partecipazione del ministro Roberto Calderoli. Il tutto, accompagnato da dibattiti, convegni e momenti di svago, come le olimpiadi tosco-padane, che prevedono gare di birra, corsa coi sacchi, tiro alla fune e lancio del tronco. Per domani pomeriggio, alle ore 16, il centro sociale Intifada ha promosso una manifestazione di protesta, con ritrovo al circolo Arci di Ponte a Elsa. Un "assalto sonoro", al quale hanno già aderito i Cobas, il Comitato contro i Cie e i Comunisti Uniti di San Miniato, che in mattinata allestiranno due gazebo al mercato di Ponte a Egola e al supermercato Coop di San Miniato Basso. Nel frattempo, arriva anche la presa di posizione della segreteria comunale Pd sul raduno di San Genesio. «Un luogo - scrive il coordinatore Giacomo Gozzini - individuato come la Pontida toscana per ragioni storiche che francamente ci sfuggono». E aggiunge: «Ognuno ha diritto di organizzare le proprie manifestazioni e sarebbe condannabile cercare di impedirne lo svolgimento. Tuttavia, per la responsabilità che ci deriva dal ruolo di forza maggiormente rappresentativa, ci teniamo a dire che San Miniato non si sente minimamente onorata dal fatto di essere stata scelta per ospitare questo tipo di raduno». «Le parole d'ordine su cui la festa è convocata - prosegue Gozzini - sono l'esatto contrario di ciò che noi pratichiamo in questo territorio. Non ci piacciono atteggiamenti razzisti e xenofobi, come non ci piace il federalismo della domenica. Di quelli che nei raduni del fine settimana promettono più poteri alle autonomie locali, mentre dal martedì al giovedì approvano in Parlamento tutti i provvedimenti per strangolare la finanza locale. Quindi i leghisti facciano pure la loro festa a San Genesio, ma sappiano che non hanno il benvenuto della maggioranza dei sanminiatesi».
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