Il Tirreno

Pontedera

Omaggio alla Vespa: i mezzi d'epoca in vetrina nei negozi

Andrea Lanini
Sopra, la Vespa dentro la pizzicheria Dal Canto A sinistra, in vetrina alla farmacia Nanni A destra, alla Samar Sport
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Sopra, la Vespa dentro la pizzicheria Dal Canto A sinistra, in vetrina alla farmacia Nanni A destra, alla Samar Sport

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 PONTEDERA. In nessun'altra città della Toscana, o d'Italia, o d'Europa, o del mondo, una Vespa posizionata all'interno della vetrina di un negozio fa figura come a Pontedera. Il motivo è deliziosamente banale: la Vespa, qui, è a casa sua.  Forse ci ricordiamo troppo di rado di questa nostra fortuna: il poter dire che lo scooter più famoso della storia ha nel suo dna i caratteri della terra che abitiamo. Dovremmo ispirarci a Maranello: lì, come ti giri, incroci un cavallino rampante. Da noi, il legame sentimentale, il vincolo d'amorosi sensi che ci lega a quest'illustre figlia a due ruote resta, nonostante alcuni sforzi generosi, più sfumato. Allora ci pensa il Vespa Club Pontedera a rinfocolarlo: con raduni, esposizioni, occasioni d'incontro; e con tour cultural-motoristici come quello che, la scorsa domenica, i suoi soci hanno organizzato assieme all'Apt di Pisa, portando una carovana di 150 Vespe in giro per sei comuni della Valdera e usando come bussola i campanili del grande architetto pontederese Bellincioni.  La più recente iniziativa, riguardando i negozi del centro, è già sotto gli occhi di tutti: nove tra le più belle Vespe del Club sono posizionate all'interno delle vetrine di altrettanti esercizi commerciali, e ci resteranno fino al 23 settembre. Si tratta di mezzi d'epoca il cui valore va pensato come elevato al quadrato: da un lato, il valore legato alla data d'immatricolazione; dall'altro, quello di un restauro eseguito a regola d'arte. Non un particolare diverso dall'originale, non una vite fuori posto, non una sola disobbedienza al rispetto della fedeltà storica.  Provate a guardare la Vespa 125 del '49 che il negozio di calzature Marsili presenta all'ingresso: se stamani Enrico Piaggio e Corradino D'Ascanio si trovassero a passare di lì, penserebbero che quel gioiello a faro basso è appena uscito dalle mani dei collaudatori.  Ma un discorso analogo si può fare per le altre otto. Eleganti e lucidate a specchio, spuntano civettuole tra gli articoli dell'esercizio che le ospita. Sgargianti, sinuose, impreziosite da fasci di luci che le enfatizzano con la stessa classe con cui i riflettori degli studi televisivi accendevano le gambe delle gemelle Kessler, sembrano pavoneggiarsi tra i variegati contorni delle loro passerelle statiche. Per trovarle, basta far visita alla Cassa di Risparmio di San Miniato (Vespa G.L. 150 del 1963), a Niccolaioni Maxisport (Vespa 50 Special del 1975), all'Era Glaciale (Vespa 50 Special del 1982), a Foto Silvi (Vespa Primavera del 1976), alla pizzicheria Dal Canto (Vespa 125 del 1956), alla farmacia Nanni (Vespa 50 L del 1967), all'Autoscatto (Vespa 125 del 1963), alla Samar Sport (Vespa Primavera del 1977), al negozio di abbigliamento Enzo (Vespa G.S. 150 del 1959). Accanto a ogni scooter da collezione, trovate una breve scheda tecnica con cifre provenienti direttamente dal fragoroso boom degli anni Cinquanta e Sessanta (provare per credere: basta dare un'occhiata a quelle riguardanti gli esemplari prodotti).  Giuseppe Stefanelli, presidente del Vespa Club Pontedera, 150 soci all'attivo, sottolinea con orgoglio un fatto: «Di Vespa Club in Italia ce ne sono tanti, più o meno 350... ma ce n'è uno solo che nel suo nome ha il nome della città in cui la Vespa è nata». Ecco, tutto qui. Per loro, l'equazione è: la Ferrari sta a Maranello come la Vespa sta a Pontedera. E il conto non fa una piega, né lassù in Romagna né quaggiù in Toscana.

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